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Negli ultimi giorni, navigando sui social, avrai sicuramente notato che star internazionali, influencer e tantissimi altri utenti stanno condividendo i loro ritratti illustrati. Questi contenuti sono realizzati tramite delle applicazioni che sfruttano l’intelligenza artificiale. La più famosa di tutte è Lensa, nata nel 2018 dalla compagnia Prisma Labs come app per ritoccare foto ed editare video, ma che negli ultimi giorni ha avuto un boom di download grazie alla nuovissima funzionalità “Magic Avatar”. Secondo i primi dati, diffusi da Sensor Tower, Lensa è stata scaricata da più di 4 milioni di utenti nei primi cinque giorni di dicembre.Ma come fa Lensa a realizzare questi ritratti?Innanzitutto, è bene precisare che si tratta di un servizio a pagamento. Seppure Lensa sia un’app gratuita, alcune funzionalità si attivano sottoscrivendo un abbonamento.È sufficiente caricare su Lensa una decina di selfie personali, scattati da diverse angolazioni, perché l’AI sia in grado di elaborare le immagini e di realizzare in mezz’ora tra i 50 e i 200 avatar.L’idea di creare un eroe, un astronauta o un personaggio fantasy con le proprie fattezze ha entusiasmato tutti, dando vita a un vero e proprio trend.Ma, come spesso accade nel mondo digitale, non sono mancati gli avvertimenti e le critiche.In primo luogo, in molti sostengono che questa app, dal momento che elabora i dati biometrici, potrebbe ledere la privacy degli utenti. Andrey Usoltsev, amministratore delegato e cofondatore di Prisma Labs, si è affrettato a precisare che aggiornerà l’informativa sulla privacy di Lensa, specificando che l’applicazione usa un modello di Stable Diffusion diverso per ogni singolo utente e che le immagini vengono eliminate dai server subito dopo la creazione degli avatar.Tuttavia, a preoccupare utenti ed esperti del settore non sono soltanto i dati biometrici, ma anche le altre informazioni che sono raccolte automaticamente dallo smartphone, in quanto Lensa può utilizzare analisi di terze parti.La seconda critica è stata mossa dagli artisti, che da sempre accusano l’intelligenza artificiale di minare al loro sostentamento a lungo termine. D’altronde, i software di AI si avvalgono di modelli esistenti per l’elaborazione delle immagini, danneggiando enormemente gli autori e i creativi.Anziché utilizzare Lensa e applicazioni simili, sarebbe quindi più opportuno rivolgersi ad illustratori digitali e a graphic designers che, con una cifra ragionevole, potrebbero realizzare su commissione delle opere d’arte uniche e originali. Infine, la viralità di queste immagini ha provocato un’indignazione di carattere etico e sociale. In molti hanno notato che i ritratti avevano spesso delle connotazioni sessiste e razziste. Le donne, ad esempio, sono spesso raffigurate in maniera ipersessualizzata e assumono pose provocanti. Grant Fergusson, l’Equal Justice Work Fellow di EPIC, sostiene che questo fenomeno sia dovuto al fatto che su internet esiste moltissimo materiale che spinge l’intelligenza artificiale a realizzare immagini stereotipate, offensive e razziste.Dunque, se vorresti cimentarti nella creazione dei tuoi ritratti con Lensa o con un’altra applicazione di AI, il nostro consiglio è di prendere qualche piccola precauzione. Per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese, dai un’occhiata ai termini di utilizzo e all’informativa sulla privacy e scopri cosa fa l’app con i tuoi dati....
Il Black Friday è arrivato!Inventato a New York nel 1924 dai celebri magazzini Macy’s per dare il via allo shopping natalizio, tra gli anni Sessanta e Ottanta è diventato sempre più popolare, fino alla definitiva consacrazione del nuovo millennio, grazie soprattutto agli store digitali.Ci sono diverse teorie sul perché abbia preso questo nome. C’è chi sostiene che nasca dall’abitudine economica di segnare in rosso i conti in perdita e con il colore nero quelli in positivo. Altri dichiarano che faccia riferimento allo smog provocato dalle centinaia di auto incolonnate per approfittare degli sconti.Qualsiasi valore si attribuisca al colore “nero”, quello dopo il Ringraziamento è per gli shopping addicted, le aziende e i commercianti il giorno più atteso dell’anno.Per questo motivo, i brand di tutto il mondo mettono alla prova la loro creatività, realizzando campagne pubblicitarie brillanti ed efficaci, a suon di offerte. Walmart Unwrap the DealsIl 2020 è stato un anno cruciale per il digitale e TikTok è diventata una piacevole routine per milioni di utenti in lockdown.Walmart, la catena di negozi più famosa degli USA, ha individuato immediatamente le potenzialità di questo social network e si è affidata a lui per pubblicizzare gli sconti del Black Friday.La campagna “Unwrap the Deals” consisteva in una promozione in cui i tiktokers, mediante un filtro AR, potevano scartare virtualmente le offerte del Black Friday. Con l’hashtag #Unwrapthedeals, i creator pubblicavano dei contenuti in cui rivelavano lo sconto su un dato prodotto ed atterravano direttamente sul sito web di Walmart. La campagna, originale quanto efficace, ha ottenuto complessivamente oltre 6 miliardi di visualizzazioni.Scopri di più su: https://www.tiktok.com/amp/tag/UnwrapTheDeals Amazon: Thoughtful TheoIn questo articolo non poteva mancare Amazon, il marketplace più importante del mondo e brand da sempre in prima linea per le sue pubblicità geniali.Nel 2021, il video “Thoughtful Theo” raccontava la storia un cliente premuroso che anticipava i regali natalizi approfittando dei convenienti sconti del Black Friday. Durante lo shopping online, Theo si era fatto prendere dall’entusiasmo, arrivando a comprare un regalo persino al suo dentista.Il claim “Spendi di meno, sorridi di più”, oltre che strizzare l’occhio alla forma del logo di Amazon, ci suggerisce lo spirito del Black Friday: regalare il buon umore tramite le offerte.Guarda lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=CMYXgxnlU4s Cards Against Humanity: Always MoreUna campagna di comunicazione a tema Black Friday decisamente anticonvenzionale è stata ideata nel 2013 da Cards Against Humanity. Il famoso e politicamente scorretto gioco da tavolo statunitense, con lo slogan “Always More”, metteva a disposizione un’offerta esclusiva: in occasione del Black Friday, il prezzo di ogni prodotto aumentava di 5$.Nel tipico stile irriverente di Cards Against Humanity, il “Venerdì Nero”, da sempre sinonimo di sconti e prezzi stracciati, è diventato un’occasione unica per spendere di più.Questa mossa, seppure da considerarsi controversa, è stata apprezzata proprio per la sua genialità e ha fatto incredibilmente aumentare il numero di pezzi venduti. Halloween, Black Friday e Natale sono tra le ricorrenze più importanti da tenere sott’occhio per pubblicizzare il proprio brand.Da quasi 20 anni la nostra agenzia realizza campagne di comunicazione per clienti pubblici e privati, su misura per ogni occasione. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621 ...
Arrivata alla sua ottava edizione, “Social Media Trends 2023” è il rapporto globale che mette in luce insight e previsioni per l’anno prossimo, oltre che approfondimenti, interventi e suggerimenti da parte di esperti di comunicazione a livello mondiale.Talkwalker, piattaforma di ascolto e monitoraggio del web, ogni anno rilascia questoreport annuale con le principali tendenze social previste per i 12 mesi successivi.Conoscere le principali tendenze in ambito social è fondamentale per raggiungere in maniera efficace i propri consumatori e per costruire con loro un legame solido, indispensabile per avere successo nel 2023.Scopriamo insieme quali sono i 10 trend che la faranno da padroni il prossimo anno!  I cookie si sbriciolerannoGoogle sta continuando a testare Privacy Sandbox, il sistema proprietario di tracciamento di navigazione, pensato per tutelare gli utenti e dismettere i cookie di terze parti.Questa decisione, già attuata da Safari e Mozilla, è stata più volte rimandata dal colosso di Mountain View, che in passato ha dichiarato che il 2023 sarebbe stato l’anno decisivo. Tuttavia, con l’avvicinarsi della scadenza, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte di Google, che dichiara di avere bisogno di «più tempo per valutare e provare le tecnologie del Privacy Sandbox».Anche se la cosiddetta “Cookie Apocalypse” è rimandata al 2024, non c’è dubbio che le richieste degli utenti non sono rimaste inascoltate e che questo possa essere l'inizio del primo dei Social Media Trends! I social media andranno incontro a un nuovo standardLa disinformazione e il dilagare di notizie false rendono necessaria l’attuazione di misure drastiche. A preoccupare gli utenti, le aziende e le istituzioni non sono soltanto le fake news, ma anche la frequente divulgazione di deepfake, contenuti video generati con intelligenza artificiale e utilizzati per indurre le persone a credere a eventi mai accaduti.Coloro che navigano in rete devono potersi fidare delle informazioni che circolano e dei profili con cui interagiscono. Per questo motivo, nel 2023 i social media adotteranno regole atte a salvaguardare l’integrità e l’autenticità dei contenuti divulgati.  I social network decentralizzati saranno la prossima grande novitàFacebook, Instagram e Twitter sono completamente centralizzati: hanno il pieno controllo di ciò che accade all’interno delle piattaforme, memorizzano le informazioni e possono modificare l’esperienza degli utenti.Per questo motivo, stiamo assistendo all’aumento di social network decentralizzati, che prevedono la gestione della piattaforma da parte di più persone, macchine e algoritmi, situati in punti diversi.Seppure le startup di reti decentralizzate non riusciranno a completare la loro ascesa nel 2023, è logico aspettarsi dei provvedimenti da parte dei colossi social, per contrastare questi astri nascenti e questo potrebbe portare alla nascita di uno dei nuovi Social Media Trends.  I social media multisensoriali forniranno contenuti per tuttiSappiamo bene che non esiste un formato destinato a mantenere il suo primato sugli altri. Negli anni abbiamo visto il post quadrato essere soppiantato dalla story verticale, a sua volta sostituita dai TikTok e dai Reels.In un futuro sempre più vicino al cosiddetto “Internet of Senses”, che si serve della tecnologia per fornire delle esperienze digitali sempre più autentiche, ci si avvicinerà ad una serie di Social Media Trends che riguarda l'approccio multicanale e multiformato, con contenuti immersivi e reali.Nel 2023 il Metaverso giocherà un ruolo importante in questo processo, aprendo la strada a numerose opportunità di coinvolgimento e intrattenimento degli utenti.  Il social commerce crescerà e diminuiràI canali social da qualche anno a questa parte danno la possibilità di acquistare prodotti e servizi direttamente all’interno delle loro piattaforme.In alcuni Paesi, come ad esempio la Cina, la tendenza ad acquistare tramite social è molto sviluppata e si prevede una crescita maggiore nel 2023, mentre in altri Stati il social commerce sta ancora cercando la sua strada.I risultati variano non solo in base all’area geografica ma anche da una piattaforma all’altra. In un contesto mutevole ed eterogeneo come questo, nel 2023 le aziende dovranno valutare attentamente lo scenario di riferimento e trovare la chiave per il successo. La corsa al Metaverso darà i suoi risultatiNel 2022 il Metaverso era uno degli argomenti più chiacchierati. Mentre Mark Zuckerberg continua a rafforzare il suo brand Meta, Microsoft e Trecent stanno iniziando a rivelare il loro concetto di Metaverso.Si tratta di un mercato dal valore potenziale di 800 miliardi di dollari, che senz’altro nei prossimi mesi coinvolgerà altre multinazionali.Il 2023 sarà l’anno della svolta: saranno i consumatori a determinare quali Metaversi primeggeranno sugli altri, a seconda delle realtà che rispecchiano maggiormente i loro bisogni.  L’analisi predittiva cambierà il marketingDa anni impiegata nel campo assicurativo e nel settore finanziario, l’analisi predittiva non è di certo una novità e negli ultimi mesi ha subìto un incremento del 20%. Questo strumento consiste nel disporre di algoritmi statistici, dati e tecniche di machine learning per individuare la probabilità di risultati futuri basandosi sui dati storici.Nel 2023, l’analisi predittiva sarà utilizzata anche nel marketing e nei social media, per comprendere i cambiamenti del mondo digitale e per predire i trend del futuro.  La sostenibilità non sarà più un elemento secondarioI cambiamenti climatici, l’inquinamento e i fenomeni atmosferici hanno reso ancora più necessari degli interventi mirati, non solo da parte delle istituzioni di tutto il mondo, ma anche delle aziende.I consumatori, infatti, sono diventati sempre più esigenti in materia di sostenibilità ambientale e i brand devono necessariamente tenere conto di questo aspetto nella loro comunicazione.Si stima che il 2023 sarà un anno di svolta, in cui le imprese che si faranno portatrici di questi valori riusciranno a conquistare le fette più grandi del mercato globale.  La customer experience diventerà sempre più socialLa pandemia, tra le tante conseguenze a livello sociale ed economico, ha determinato notevoli cambiamenti nei comportamenti d’acquisto. I consumatori, infatti, sono diventati sempre più esigenti e desiderano ricevere i loro prodotti o servizi con celerità.Inoltre, i brand dovranno dimostrarsi maggiormente proattivi, anticipando le richieste dei clienti e cercando di creare con loro un contatto diretto.Per questo motivo si prevede che nel 2023 vi sarà un maggiore utilizzo di canali di supporto dedicati sui social media in-channel per garantire risposte rapide ed efficaci.  Le Community sostituiranno le Buyer PersonasQuesti due anni di pandemia hanno cambiato profondamente gli individui, rendendo i loro interessi e motivazioni maggiormente mutevoli. Per questo motivo, il concetto di “Buyer Personas” è da considerarsi superato, in quanto non è più possibile fare un identikit completo e affidabile di un consumatore.Nel 2023 i brand dovranno testare prodotti e servizi in maniera diretta, rivolgendosi ai propri clienti e interagendo con loro all’interno di community private, presenti ad esempio sulle piattaforme Telegram e Discord. Se hai un’azienda e vuoi risultare competitivo in un mercato in continua evoluzione, la nostra agenzia può fornirti tutti gli strumenti di cui hai bisogno.Noi de Le Fucine siamo alla continua ricerca di soluzioni innovative e portiamo avanti uno studio costante in ambito di comunicazione e digital marketing.Contattaci al numero 0755094621 oppure invia un’e-mail a info@lefucine.it per richiedere una consulenza....
Ogni anno, ad Halloween, migliaia di aziende si mettono in gioco per realizzare campagne di comunicazione geniali, e noi de Le Fucine non siamo da meno!Creatività, strategia e un pizzico di follia sono gli elementi che caratterizzano tutti i nostri lavori, anche il 31 ottobre.Quest'anno abbiamo ideato una campagna di Halloween da brividi, raffigurando i peggiori incubi di un'agenzia di comunicazione con le locandine dei film horror che hanno fatto la storia.Dicci cosa ne pensi nei nostri social!   ...
Mancano pochissimi giorni ad Halloween scopriamo le migliori campagne di comunicazione!Inizialmente popolare soprattutto nei paesi anglosassoni, negli ultimi anni è diventata una festività propria di tante altre culture, compresa quella italiana.Ad essere affascinati dallo spirito di questo giorno non sono soltanto i consumatori, che si affrettano a comprare il travestimento perfetto e gli addobbi con cui decorare la propria casa. Il 31 ottobre è anche il momento in cui i brand di tutto il mondo mettono alla prova la loro creatività, realizzando campagne pubblicitarie spaventosamente geniali.Vediamo insieme quelle che hanno lasciato il segno! Burger King: Scary Clown NightQuesta azienda di fast food è rinomata per le sue campagne di comunicazione creative e irriverenti. Nel 2017, in occasione della notte di Halloween, oltre 1500 punti vendita di tutto il mondo hanno aderito all’iniziativa “Scary Clown Night”. La campagna, dal provocatorio slogan “Come as a Clown, eat like a King”, invitava i clienti a presentarsi travestiti da pagliacci per poter ricevere in omaggio un panino Whopper.Lo slogan era un chiaro riferimento alla mascotte del McDonald’s e, per rafforzare il concetto, i cartelloni pubblicitari erano stati affissi proprio di fronte ai locali del fast food rivale.Questa campagna è stata accolta con entusiasmo da decine di migliaia di persone che, indossando una parrucca e un naso rosso, si sono recati da Burger King per ricevere il loro premio.I risultati sono stati incredibili: oltre 115.000 Whopper regalati e un aumento delle vendite del 25% in alcuni Paesi. Da paura! UNICEF: Halloween HeroesNon sono solo le aziende a sfruttare le potenzialità di Halloween. Numerose organizzazioni umanitarie e ONLUS approfittano del 31 ottobre per comunicare con leggerezza ed efficacia il loro messaggio.Nel 2019, per il lancio della sua raccolta fondi online, UNICEF Canada ha giocato con il cosiddetto “nostalgia marketing”, realizzando un reboot della campagna “Halloween Heroes” con protagonisti quattro bambini – uno per ogni diritto dell’infanzia – intenti a fare “dolcetto o scherzetto” con delle scatole per la raccolta delle donazioni. Il 31 ottobre 1950, infatti, una famiglia della Pennsylvania aveva colto l’occasione per andare in giro per il vicinato e raccogliere fondi per l’UNICEF, ricevendo enorme sostegno e risonanza mediatica.Gli oltre 195 milioni di dollari raccolti negli anni grazie alla campagna annuale “Trick-or-Treat for UNICEF” lanciano un messaggio inequivocabile: si può essere eroi senza indossare una maschera. Airbnb: SCREAM HouseQuella ideata dal portale statunitense è una campagna da “urlo” in tutti i sensi!Il 27, 29 e 31 ottobre 2021, infatti, Airbnb ha messo a disposizione per una notte la casa in cui è stato girato il cult “Scream”, in occasione del 25esimo anniversario dalla sua uscita e in vista del rilascio del nuovo film della saga nel 2022.L’annuncio, completo di foto, servizi e ulteriori informazioni, è apparso sulla piattaforma, suscitando l’euforia dei fan del fortunato franchise.Gli aspiranti avventori della casa potevano provare a prenotare tramite un contest e i vincitori hanno dovuto pagare soltanto il prezzo simbolico di 5 dollari.I fortunati ospiti della casa sono stati accolti virtualmente dallo sceriffo Dewey Riley, hanno guardato i film della saga sulle cassette VHS e hanno potuto interagire direttamente con Ghostface tramite il telefono fisso messo a loro disposizione.Un’esperienza da brividi, ma soprattutto un’azione di marketing davvero efficace, che ha promosso su larga scala sia la piattaforma che l’uscita del nuovo “Scream”. Multinazionali, organizzazioni umanitarie e colossi della sharing economy ogni anno si mettono in gioco per realizzare campagne di comunicazione geniali, ma noi de Le Fucine non siamo da meno!Sei curioso di scoprire cos’abbiamo in mente per questo Halloween? Resta sintonizzato sui nostri canali social questo 31 ottobre… Se hai il coraggio!...
L’innovazione tecnologica e il processo di digitalizzazione hanno subìto una forte accelerazione nell’ultimo decennio, con importanti conseguenze in tutti i settori produttivi, ma anche negli ambiti creativi e culturali. L’arte, la moda, il design e la musica, infatti, si sono rapidamente adeguati alle nuove tecnologie, comprendendo le enormi potenzialità di questi strumenti e processi.L’arte e la cultura sono settori che recentemente hanno iniziato un irreversibile percorso di digitalizzazione, principalmente per due motivi. Da una parte, la necessità di restare attivi e ottenere visibilità anche in situazioni di estrema emergenza, come nel caso della pandemia. Dall’altra, hanno sentito l’esigenza di adeguare le attività di comunicazione e di fruizione ai nuovi trend innovativi e tecnologici, con l’obiettivo di attualizzare l’offerta e di avvicinarsi al target più giovane, quello nativo digitale. Ma quali sono i concreti esempi di trasformazione digitale e di innovazione nella cultura?Pensiamo alla realtà aumentata, impiegata nei musei per consentire ai visitatori di ottenere informazioni e conferire interattività a un’opera. Vi è poi la realtà virtuale, che permette alle persone di visitare una mostra comodamente dalla propria abitazione, grazie all’utilizzo di un visore. Rientrano in questa evoluzione anche tutte le attività finalizzate al coinvolgimento e alla fidelizzazione del target, grazie a social contest e a iniziative di gamification che hanno per tema la cultura e l’arte. Infine, sono sempre più diffusi i totem interattivi, che grazie ad un software installato al loro interno e ad un touch screen, costituiscono per i visitatori di musei e mostre un’opportunità di approfondire le proprie conoscenze. La nostra agenzia di comunicazione, da sempre proiettata all’innovazione, ha compreso ben presto le potenzialità del digitale nel settore culturale e da anni lavora all’elaborazione di soluzioni capaci di rispondere alle esigenze dei clienti, pubblici e privati.Vediamo qualche esempio dei progetti realizzati da Le Fucine, commissionati da musei, mostre e Pubbliche Amministrazioni.Nel 2018, il MILS – Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese – ci ha commissionato un video immersivo VR, che ricreava l’interno di una vecchia carrozza delle Ferrovie Nord. Grazie alla tecnologia Beacon, i contenuti interattivi diventavano istantaneamente disponibili ai visitatori, apparendo su smartphone e tablet e consentendo loro di interagire come se si trovassero all’interno del vagone (scopri di più: https://www.lefucine.it/mils-video-immersivo/).Facendo un salto indietro nel tempo, nel 2016 noi de Le Fucine abbiamo lavorato con il POST, il Museo della Scienza e della Tecnica di Perugia, per la mostra “Andare Lontano”. Abbiamo realizzato un’istallazione multimediale con Sensori Capacitivi con Arduino, che ripercorreva la storia della navigazione e permetteva ai visitatori di interagire con i modellini dei galeoni e con le imbarcazioni d’epoca (leggi il nostro articolo: https://www.lefucine.it/andare-lontano/).Più recentemente, il POST ci ha coinvolti per un altro importante progetto, che aveva per tema l’approvvigionamento idrico e la sostenibilità ambientale. Nel 2021, infatti, abbiamo progettato e realizzato delle installazioni multimediali per il Museo delle Acque, situato nella zona di Monte Pacciano. Grazie a questi totem e pannelli interattivi, i giovanissimi visitatori della struttura hanno avuto l’opportunità di approfondire l’importanza del risparmio idrico mediante attività ludiche ed immersive. Se desideri implementare una di queste soluzioni per un museo o per la tua attività culturale, contattaci e richiedi una consulenza.info@lefucine.it0755094621...
 I Content Management Systems (CMS) sono dei software installati su un web server che permettono di creare siti internet grazie a un’interfaccia grafica semplice da utilizzare. Il loro più grande vantaggio consiste nel poter essere impiegati anche da coloro che non hanno competenze in ambito di programmazione.Negli ultimi anni, i sistemi di gestione dei contenuti hanno progressivamente sostituito i siti web realizzati con HTML o altri linguaggi di formattazione, proprio grazie all’intuitività dei comandi e alla molteplicità delle funzioni disponibili.Esistono oltre 200 tipi di CMS e il loro utilizzo dipende dallo scopo e dalle esigenze specifiche del sito web. Ma come ci si può orientare tra i CMS? Qual è la scelta più valida per il tuo sito web?Per aiutarti nella scelta, abbiamo stilato una classifica dei 3 migliori CMS.Scopriamola insieme! 1. WordPressAl primo posto c’è WordPress, nato nel 2003 come tool per blogger e attualmente diventato il CMS più utilizzato al mondo.WordPress è semplice da usare, adattabile ad ogni tipologia di sito e offre diversi strumenti per l’ottimizzazione SEO.Tra le numerose caratteristiche, la piattaforma consente la personalizzazione del sito con temi gratuiti o a pagamento, l’estensione delle funzionalità tramite plugin e la gestione delle categorie e delle pagine con modelli. 2. ShopifySe vuoi aprire un e-commerce, Shopify è il CMS che fa al caso tuo, in quanto consente di realizzare il proprio shop online senza dover installare il software su un server e comprare un dominio.Shopify funziona tramite l’acquisto di pacchetti che permettono di creare un account e di configurare l’e-commerce.Questo CMS ha un alto grado di personalizzazione, dando al programmatore la possibilità di scegliere tra diversi temi, alcuni dei quali gratuiti.Configurare uno store online con Shopify è un’operazione semplice e veloce e si può integrare l’e-commerce con altre funzionalità, effettuando il download di alcune applicazioni. 3. JoomlaPrima dell’arrivo di WordPress, Joomla era il Content Management System più utilizzato. Si tratta di un software completamente gratuito, adatto sia per gli esperti di programmazione che per coloro che non conoscono il linguaggio informatico.Seppure sia più complesso di WordPress, permette di realizzare un sito web piuttosto rapidamente.Tra i punti di forza, Joomla vanta l’inclusione di diverse funzionalità, senza il bisogno di scaricare estensioni o plugin. Se il tuo business ha bisogno di un sito o di un e-commerce, Le Fucine è l’agenzia di comunicazione che fa per te! Il nostro reparto web ascolterà le tue esigenze e individuerà il CMS più adatto per realizzare il tuo sito.Contattaci al numero 0755094621 oppure invia un’e-mail a info@lefucine.it per prendere un appuntamento....
Il Garante della privacy italiano ha dichiarato l’illegittimità del trasferimento dati da Google Analytics all’infuori dell’Unione Europea.Tale provvedimento, analogo a quelli intrapresi da Austria e Francia, è dovuto alla violazione del GDPR, il regolamento europeo entrato in vigore il 25 maggio 2018 che disciplina il trattamento dei dati personali degli individui.A seguito di una complessa istruttoria, Google è stato ritenuto responsabile di aver violato la normativa nel trasferire i dati dall’Unione Europea agli Stati Uniti.  In passato, questo procedimento era regolamentato dal Privacy Shield, il cui invalidamento nel luglio 2020 ha reso di fatto illegittimo il trasferimento dei dati dai Paesi dell’Unione Europea agli Stati Uniti d’America.È stato rilevato, infatti, che coloro che gestiscono i siti che utilizzano Google Analytics raccolgono, tramite cookie, numerosi dati, come l’indirizzo IP, il browser, il sistema operativo, la lingua, la data e l’ora della visita al sito. Queste informazioni sono poi trasferite negli USA, dove il GDPR non è valido. Tutto ha avuto inizio a seguito di un reclamo da parte di un utente verso Caffeina Media Srl, nell’agosto del 2020. L’agenzia, alla fine dell’indagine, è stata ammonita per aver trasferito negli Stati Uniti i dati personali del suddetto utente, dopo una sua visita alla testata giornalistica online di proprietà di Caffeina.Questa ammonizione vale per tutti i siti web, ai quali sono stati dati 90 giorni di tempo per verificare la legittimità e conformare l’uso dei cookie e delle altre modalità di tracciamento.La posizione di Google Analytics, nelle prossime settimane, è probabilmente destinata a incrinarsi in tutto il resto d’Europa, in quanto i Garanti della privacy degli altri Paesi Ue saranno orientati a seguire le orme di Francia, Austria e Italia.Tra le proposte avanzate dall’azienda californiana per ovviare al problema, vi è l’utilizzo di Google Analytics 4, che esclude l’identificazione dell’indirizzo IP dell’utente. Tuttavia, anche questa soluzione non è perfettamente conforme al GDPR.Un’altra soluzione, il cosiddetto “piano B”, propone l’utilizzo di altri strumenti – magari europei – per il trasferimento dati negli Stati Uniti. Anche questa alternativa ha dei limiti, in quanto il mercato europeo non rappresenta ancora una valida alternativa a Google Analytics. La strada per un accordo è ancora lunga, ma UE ed USA stanno negoziando per individuare una soluzione che tenga conto delle ultime norme in materia di privacy e sicurezza e che nei prossimi mesi cambierà le regole della navigazione online. Contattaci per verificare la conformità del tuo sito e per scoprire di più su Google Analytics:info@lefucine.it0755094621...
Avete mai sentito parlare di “FOMO”? Si tratta dell’acronimo di “Fear of Missing Out” ed è il grande timore del XXI secolo. La paura di perdersi qualcosa deriva dalla continua necessità di fissare lo schermo del telefono e di confrontare la propria vita con quella degli altri.Soprattutto i più giovani tendono a paragonare la loro esistenza a i post e alle stories degli altri account, non solo delle celebrità e degli influencer, ma anche di amici e conoscenti. L’angoscia e l’insoddisfazione derivano dalla paura di essere tagliati fuori dal divertimento e dal doversi accontentare di una vita normale.Per gli adolescenti e i più fragili la FOMO si trasforma in una vera e propria ansia sociale, che si manifesta soprattutto quando si è esclusi da un’uscita di gruppo o si è costretti a rinunciare ad un evento.Numerosi scienziati sociali e psicologi hanno rivolto la propria ricerca nell’individuare il profilo tipo di un individuo affetto da FOMO e ne hanno delineato le caratteristiche principali. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti giovani, in maggioranza di sesso maschile, dotati di scarsa autostima e di una bassa considerazione di sé, oltre che fortemente dipendenti dai dispositivi elettronici ed in particolar modo dallo smartphone.Fra i tratti tipici dei soggetti affetti da FOMO, vi sono anche la difficoltà nell’identificare i propri bisogni e la propensione a farsi influenzare dai desideri altrui.Ma qual è la risposta alla FOMO? Secondo il medico e moderatore tedesco Eckart von Hirschhausen, per superare la paura di perdersi qualcosa è essenziale focalizzarsi sulle necessità e sui piaceri importanti, trascurando ciò che è superfluo. Questa reazione positiva prende il nome di JOMO (“Joy of Missing Out”) e riguarda la riscoperta del piacere di non essere coinvolti in tutto, ma anzi, di individuare ciò che realmente serve a livello emotivo, sociale e materiale.La gioia di perdersi qualcosa si basa sulla scelta del proprio mondo interiore a discapito della vita degli altri e di ciò che internet ci propone quotidianamente.I social media non sono affatto un mezzo di comunicazione negativo e da cui tenersi alla larga, ma è essenziale saper distinguere ciò che gli utenti pubblicano e la realtà. Molto spesso, i contenuti proposti sono un’ostentazione esagerata di divertimento, svago e affetto, che non sempre ritrova riscontro effettivo nella quotidianità. Per questo motivo, è importante osservare con distacco ciò che ci viene proposto, senza cercare un confronto e vivere nel timore di non far parte di qualcosa. Al contrario, è utile godersi il momento e individuare i reali bisogni e desideri, distaccando lo sguardo dallo schermo e focalizzandolo sulla propria vita.  ...
Negli ultimi giorni ti sarà capitato di vedere nelle Stories dei tuoi seguiti o in qualche articolo un’immagine raffigurante la scritta: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”.Ciò che non tutti sanno, però, è che si tratta di una vera e propria petizione (https://www.change.org/p/make-instagram-instagram-again-saveinstagram), che chiunque può firmare. Nel giro di una settimana ha raggiunto più di 300.000 adesioni, coinvolgendo utenti da diverse parti del mondo.Cosa è successo, esattamente?Dopo le indiscrezioni trapelate negli ultimi mesi, il 3 maggio Adam Mosseri, capo di Instagram, ha rilasciato nei suoi profili social un video in cui spiega le principali novità, disponibili attualmente solo per alcuni account. In questo post, Mosseri descrive l’aspetto e le funzionalità del nuovo feed di Instagram. In primo luogo, una visualizzazione wide screen su sfondo nero, molto più immersiva, che ricorda moltissimo TikTok. In secondo luogo, una forte predilezione per i video e per i post suggeriti e sponsorizzati. Infine, una modalità di scorrimento non continua, che obbliga l’utente a guardare un contenuto alla volta.Questo nuovo feed non è stato accolto in maniera positiva dagli utenti, e in particolar modo dalla fotografa Tati Bruening (@illumitati), che qualche giorno fa ha pubblicato un post dalle chiare lettere: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”, dando inizio ad un vero e proprio movimento, che ha inspirato migliaia di persone da tutto il mondo.Nella petizione, Tati declama che Instagram nasce come social per guardare in tempo reale i post pubblicati dai propri amici e che è essenziale ripristinare la visualizzazione dei contenuti in ordine cronologico. Tra le altre richieste, vi è quella di favorire i contenuti fotografici, in quanto Instagram in principio era una vetrina per gli scatti, spontanei e istantanei. Infine, Tati asserisce che la piattaforma dovrebbe ascoltare le necessità dei Creator, anziché forzarli a cambiare formati e modalità di pubblicazione pur di adeguare Instagram ai social più in voga del momento.Il movimento non ha coinvolto soltanto utenti comuni, ma anche le celebrità, quali Kylie Jenner, che detiene il record di donna con più follower su Instagram. Persino una influencer mondiale, dunque, vorrebbe soltanto vedere le foto dei propri amici, senza dover scorrere decine di video indesiderati.Ma come ha reagito Instagram a questa petizione?Dopo un’iniziale resistenza alle proteste, il 28 luglio, Adam Mosseri ha dichiarato che Instagram sospenderà alcune funzioni che stava sperimentando, tra cui l’introduzione della home wide screen e l’alto numero di post suggeriti. L’aggiornamento sarà eliminato entro due settimane, ripristinando le impostazioni precedenti. Mosseri ha comunque affermato che l’azienda è alla continua ricerca di soluzioni che la rendano più competitiva e che aiutino i Creator a realizzare contenuti di successo.Una storia a lieto fine, dunque, per tutti gli utenti che si sono opposti a questo aggiornamento e che vorrebbero che Instagram tornasse ad essere il social intuitivo e spontaneo di un tempo....