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Mancano pochissimi giorni ad Halloween scopriamo le migliori campagne di comunicazione!Inizialmente popolare soprattutto nei paesi anglosassoni, negli ultimi anni è diventata una festività propria di tante altre culture, compresa quella italiana.Ad essere affascinati dallo spirito di questo giorno non sono soltanto i consumatori, che si affrettano a comprare il travestimento perfetto e gli addobbi con cui decorare la propria casa. Il 31 ottobre è anche il momento in cui i brand di tutto il mondo mettono alla prova la loro creatività, realizzando campagne pubblicitarie spaventosamente geniali.Vediamo insieme quelle che hanno lasciato il segno! Burger King: Scary Clown NightQuesta azienda di fast food è rinomata per le sue campagne di comunicazione creative e irriverenti. Nel 2017, in occasione della notte di Halloween, oltre 1500 punti vendita di tutto il mondo hanno aderito all’iniziativa “Scary Clown Night”. La campagna, dal provocatorio slogan “Come as a Clown, eat like a King”, invitava i clienti a presentarsi travestiti da pagliacci per poter ricevere in omaggio un panino Whopper.Lo slogan era un chiaro riferimento alla mascotte del McDonald’s e, per rafforzare il concetto, i cartelloni pubblicitari erano stati affissi proprio di fronte ai locali del fast food rivale.Questa campagna è stata accolta con entusiasmo da decine di migliaia di persone che, indossando una parrucca e un naso rosso, si sono recati da Burger King per ricevere il loro premio.I risultati sono stati incredibili: oltre 115.000 Whopper regalati e un aumento delle vendite del 25% in alcuni Paesi. Da paura! UNICEF: Halloween HeroesNon sono solo le aziende a sfruttare le potenzialità di Halloween. Numerose organizzazioni umanitarie e ONLUS approfittano del 31 ottobre per comunicare con leggerezza ed efficacia il loro messaggio.Nel 2019, per il lancio della sua raccolta fondi online, UNICEF Canada ha giocato con il cosiddetto “nostalgia marketing”, realizzando un reboot della campagna “Halloween Heroes” con protagonisti quattro bambini – uno per ogni diritto dell’infanzia – intenti a fare “dolcetto o scherzetto” con delle scatole per la raccolta delle donazioni. Il 31 ottobre 1950, infatti, una famiglia della Pennsylvania aveva colto l’occasione per andare in giro per il vicinato e raccogliere fondi per l’UNICEF, ricevendo enorme sostegno e risonanza mediatica.Gli oltre 195 milioni di dollari raccolti negli anni grazie alla campagna annuale “Trick-or-Treat for UNICEF” lanciano un messaggio inequivocabile: si può essere eroi senza indossare una maschera. Airbnb: SCREAM HouseQuella ideata dal portale statunitense è una campagna da “urlo” in tutti i sensi!Il 27, 29 e 31 ottobre 2021, infatti, Airbnb ha messo a disposizione per una notte la casa in cui è stato girato il cult “Scream”, in occasione del 25esimo anniversario dalla sua uscita e in vista del rilascio del nuovo film della saga nel 2022.L’annuncio, completo di foto, servizi e ulteriori informazioni, è apparso sulla piattaforma, suscitando l’euforia dei fan del fortunato franchise.Gli aspiranti avventori della casa potevano provare a prenotare tramite un contest e i vincitori hanno dovuto pagare soltanto il prezzo simbolico di 5 dollari.I fortunati ospiti della casa sono stati accolti virtualmente dallo sceriffo Dewey Riley, hanno guardato i film della saga sulle cassette VHS e hanno potuto interagire direttamente con Ghostface tramite il telefono fisso messo a loro disposizione.Un’esperienza da brividi, ma soprattutto un’azione di marketing davvero efficace, che ha promosso su larga scala sia la piattaforma che l’uscita del nuovo “Scream”. Multinazionali, organizzazioni umanitarie e colossi della sharing economy ogni anno si mettono in gioco per realizzare campagne di comunicazione geniali, ma noi de Le Fucine non siamo da meno!Sei curioso di scoprire cos’abbiamo in mente per questo Halloween? Resta sintonizzato sui nostri canali social questo 31 ottobre… Se hai il coraggio!...
L’innovazione tecnologica e il processo di digitalizzazione hanno subìto una forte accelerazione nell’ultimo decennio, con importanti conseguenze in tutti i settori produttivi, ma anche negli ambiti creativi e culturali. L’arte, la moda, il design e la musica, infatti, si sono rapidamente adeguati alle nuove tecnologie, comprendendo le enormi potenzialità di questi strumenti e processi.L’arte e la cultura sono settori che recentemente hanno iniziato un irreversibile percorso di digitalizzazione, principalmente per due motivi. Da una parte, la necessità di restare attivi e ottenere visibilità anche in situazioni di estrema emergenza, come nel caso della pandemia. Dall’altra, hanno sentito l’esigenza di adeguare le attività di comunicazione e di fruizione ai nuovi trend innovativi e tecnologici, con l’obiettivo di attualizzare l’offerta e di avvicinarsi al target più giovane, quello nativo digitale. Ma quali sono i concreti esempi di trasformazione digitale e di innovazione nella cultura?Pensiamo alla realtà aumentata, impiegata nei musei per consentire ai visitatori di ottenere informazioni e conferire interattività a un’opera. Vi è poi la realtà virtuale, che permette alle persone di visitare una mostra comodamente dalla propria abitazione, grazie all’utilizzo di un visore. Rientrano in questa evoluzione anche tutte le attività finalizzate al coinvolgimento e alla fidelizzazione del target, grazie a social contest e a iniziative di gamification che hanno per tema la cultura e l’arte. Infine, sono sempre più diffusi i totem interattivi, che grazie ad un software installato al loro interno e ad un touch screen, costituiscono per i visitatori di musei e mostre un’opportunità di approfondire le proprie conoscenze. La nostra agenzia di comunicazione, da sempre proiettata all’innovazione, ha compreso ben presto le potenzialità del digitale nel settore culturale e da anni lavora all’elaborazione di soluzioni capaci di rispondere alle esigenze dei clienti, pubblici e privati.Vediamo qualche esempio dei progetti realizzati da Le Fucine, commissionati da musei, mostre e Pubbliche Amministrazioni.Nel 2018, il MILS – Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese – ci ha commissionato un video immersivo VR, che ricreava l’interno di una vecchia carrozza delle Ferrovie Nord. Grazie alla tecnologia Beacon, i contenuti interattivi diventavano istantaneamente disponibili ai visitatori, apparendo su smartphone e tablet e consentendo loro di interagire come se si trovassero all’interno del vagone (scopri di più: https://www.lefucine.it/mils-video-immersivo/).Facendo un salto indietro nel tempo, nel 2016 noi de Le Fucine abbiamo lavorato con il POST, il Museo della Scienza e della Tecnica di Perugia, per la mostra “Andare Lontano”. Abbiamo realizzato un’istallazione multimediale con Sensori Capacitivi con Arduino, che ripercorreva la storia della navigazione e permetteva ai visitatori di interagire con i modellini dei galeoni e con le imbarcazioni d’epoca (leggi il nostro articolo: https://www.lefucine.it/andare-lontano/).Più recentemente, il POST ci ha coinvolti per un altro importante progetto, che aveva per tema l’approvvigionamento idrico e la sostenibilità ambientale. Nel 2021, infatti, abbiamo progettato e realizzato delle installazioni multimediali per il Museo delle Acque, situato nella zona di Monte Pacciano. Grazie a questi totem e pannelli interattivi, i giovanissimi visitatori della struttura hanno avuto l’opportunità di approfondire l’importanza del risparmio idrico mediante attività ludiche ed immersive. Se desideri implementare una di queste soluzioni per un museo o per la tua attività culturale, contattaci e richiedi una consulenza.info@lefucine.it0755094621...
 I Content Management Systems (CMS) sono dei software installati su un web server che permettono di creare siti internet grazie a un’interfaccia grafica semplice da utilizzare. Il loro più grande vantaggio consiste nel poter essere impiegati anche da coloro che non hanno competenze in ambito di programmazione.Negli ultimi anni, i sistemi di gestione dei contenuti hanno progressivamente sostituito i siti web realizzati con HTML o altri linguaggi di formattazione, proprio grazie all’intuitività dei comandi e alla molteplicità delle funzioni disponibili.Esistono oltre 200 tipi di CMS e il loro utilizzo dipende dallo scopo e dalle esigenze specifiche del sito web. Ma come ci si può orientare tra i CMS? Qual è la scelta più valida per il tuo sito web?Per aiutarti nella scelta, abbiamo stilato una classifica dei 3 migliori CMS.Scopriamola insieme! 1. WordPressAl primo posto c’è WordPress, nato nel 2003 come tool per blogger e attualmente diventato il CMS più utilizzato al mondo.WordPress è semplice da usare, adattabile ad ogni tipologia di sito e offre diversi strumenti per l’ottimizzazione SEO.Tra le numerose caratteristiche, la piattaforma consente la personalizzazione del sito con temi gratuiti o a pagamento, l’estensione delle funzionalità tramite plugin e la gestione delle categorie e delle pagine con modelli. 2. ShopifySe vuoi aprire un e-commerce, Shopify è il CMS che fa al caso tuo, in quanto consente di realizzare il proprio shop online senza dover installare il software su un server e comprare un dominio.Shopify funziona tramite l’acquisto di pacchetti che permettono di creare un account e di configurare l’e-commerce.Questo CMS ha un alto grado di personalizzazione, dando al programmatore la possibilità di scegliere tra diversi temi, alcuni dei quali gratuiti.Configurare uno store online con Shopify è un’operazione semplice e veloce e si può integrare l’e-commerce con altre funzionalità, effettuando il download di alcune applicazioni. 3. JoomlaPrima dell’arrivo di WordPress, Joomla era il Content Management System più utilizzato. Si tratta di un software completamente gratuito, adatto sia per gli esperti di programmazione che per coloro che non conoscono il linguaggio informatico.Seppure sia più complesso di WordPress, permette di realizzare un sito web piuttosto rapidamente.Tra i punti di forza, Joomla vanta l’inclusione di diverse funzionalità, senza il bisogno di scaricare estensioni o plugin. Se il tuo business ha bisogno di un sito o di un e-commerce, Le Fucine è l’agenzia di comunicazione che fa per te! Il nostro reparto web ascolterà le tue esigenze e individuerà il CMS più adatto per realizzare il tuo sito.Contattaci al numero 0755094621 oppure invia un’e-mail a info@lefucine.it per prendere un appuntamento....
Il Garante della privacy italiano ha dichiarato l’illegittimità del trasferimento dati da Google Analytics all’infuori dell’Unione Europea.Tale provvedimento, analogo a quelli intrapresi da Austria e Francia, è dovuto alla violazione del GDPR, il regolamento europeo entrato in vigore il 25 maggio 2018 che disciplina il trattamento dei dati personali degli individui.A seguito di una complessa istruttoria, Google è stato ritenuto responsabile di aver violato la normativa nel trasferire i dati dall’Unione Europea agli Stati Uniti.  In passato, questo procedimento era regolamentato dal Privacy Shield, il cui invalidamento nel luglio 2020 ha reso di fatto illegittimo il trasferimento dei dati dai Paesi dell’Unione Europea agli Stati Uniti d’America.È stato rilevato, infatti, che coloro che gestiscono i siti che utilizzano Google Analytics raccolgono, tramite cookie, numerosi dati, come l’indirizzo IP, il browser, il sistema operativo, la lingua, la data e l’ora della visita al sito. Queste informazioni sono poi trasferite negli USA, dove il GDPR non è valido. Tutto ha avuto inizio a seguito di un reclamo da parte di un utente verso Caffeina Media Srl, nell’agosto del 2020. L’agenzia, alla fine dell’indagine, è stata ammonita per aver trasferito negli Stati Uniti i dati personali del suddetto utente, dopo una sua visita alla testata giornalistica online di proprietà di Caffeina.Questa ammonizione vale per tutti i siti web, ai quali sono stati dati 90 giorni di tempo per verificare la legittimità e conformare l’uso dei cookie e delle altre modalità di tracciamento.La posizione di Google Analytics, nelle prossime settimane, è probabilmente destinata a incrinarsi in tutto il resto d’Europa, in quanto i Garanti della privacy degli altri Paesi Ue saranno orientati a seguire le orme di Francia, Austria e Italia.Tra le proposte avanzate dall’azienda californiana per ovviare al problema, vi è l’utilizzo di Google Analytics 4, che esclude l’identificazione dell’indirizzo IP dell’utente. Tuttavia, anche questa soluzione non è perfettamente conforme al GDPR.Un’altra soluzione, il cosiddetto “piano B”, propone l’utilizzo di altri strumenti – magari europei – per il trasferimento dati negli Stati Uniti. Anche questa alternativa ha dei limiti, in quanto il mercato europeo non rappresenta ancora una valida alternativa a Google Analytics. La strada per un accordo è ancora lunga, ma UE ed USA stanno negoziando per individuare una soluzione che tenga conto delle ultime norme in materia di privacy e sicurezza e che nei prossimi mesi cambierà le regole della navigazione online. Contattaci per verificare la conformità del tuo sito e per scoprire di più su Google Analytics:info@lefucine.it0755094621...
Avete mai sentito parlare di “FOMO”? Si tratta dell’acronimo di “Fear of Missing Out” ed è il grande timore del XXI secolo. La paura di perdersi qualcosa deriva dalla continua necessità di fissare lo schermo del telefono e di confrontare la propria vita con quella degli altri.Soprattutto i più giovani tendono a paragonare la loro esistenza a i post e alle stories degli altri account, non solo delle celebrità e degli influencer, ma anche di amici e conoscenti. L’angoscia e l’insoddisfazione derivano dalla paura di essere tagliati fuori dal divertimento e dal doversi accontentare di una vita normale.Per gli adolescenti e i più fragili la FOMO si trasforma in una vera e propria ansia sociale, che si manifesta soprattutto quando si è esclusi da un’uscita di gruppo o si è costretti a rinunciare ad un evento.Numerosi scienziati sociali e psicologi hanno rivolto la propria ricerca nell’individuare il profilo tipo di un individuo affetto da FOMO e ne hanno delineato le caratteristiche principali. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti giovani, in maggioranza di sesso maschile, dotati di scarsa autostima e di una bassa considerazione di sé, oltre che fortemente dipendenti dai dispositivi elettronici ed in particolar modo dallo smartphone.Fra i tratti tipici dei soggetti affetti da FOMO, vi sono anche la difficoltà nell’identificare i propri bisogni e la propensione a farsi influenzare dai desideri altrui.Ma qual è la risposta alla FOMO? Secondo il medico e moderatore tedesco Eckart von Hirschhausen, per superare la paura di perdersi qualcosa è essenziale focalizzarsi sulle necessità e sui piaceri importanti, trascurando ciò che è superfluo. Questa reazione positiva prende il nome di JOMO (“Joy of Missing Out”) e riguarda la riscoperta del piacere di non essere coinvolti in tutto, ma anzi, di individuare ciò che realmente serve a livello emotivo, sociale e materiale.La gioia di perdersi qualcosa si basa sulla scelta del proprio mondo interiore a discapito della vita degli altri e di ciò che internet ci propone quotidianamente.I social media non sono affatto un mezzo di comunicazione negativo e da cui tenersi alla larga, ma è essenziale saper distinguere ciò che gli utenti pubblicano e la realtà. Molto spesso, i contenuti proposti sono un’ostentazione esagerata di divertimento, svago e affetto, che non sempre ritrova riscontro effettivo nella quotidianità. Per questo motivo, è importante osservare con distacco ciò che ci viene proposto, senza cercare un confronto e vivere nel timore di non far parte di qualcosa. Al contrario, è utile godersi il momento e individuare i reali bisogni e desideri, distaccando lo sguardo dallo schermo e focalizzandolo sulla propria vita.  ...
Negli ultimi giorni ti sarà capitato di vedere nelle Stories dei tuoi seguiti o in qualche articolo un’immagine raffigurante la scritta: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”.Ciò che non tutti sanno, però, è che si tratta di una vera e propria petizione (https://www.change.org/p/make-instagram-instagram-again-saveinstagram), che chiunque può firmare. Nel giro di una settimana ha raggiunto più di 300.000 adesioni, coinvolgendo utenti da diverse parti del mondo.Cosa è successo, esattamente?Dopo le indiscrezioni trapelate negli ultimi mesi, il 3 maggio Adam Mosseri, capo di Instagram, ha rilasciato nei suoi profili social un video in cui spiega le principali novità, disponibili attualmente solo per alcuni account. In questo post, Mosseri descrive l’aspetto e le funzionalità del nuovo feed di Instagram. In primo luogo, una visualizzazione wide screen su sfondo nero, molto più immersiva, che ricorda moltissimo TikTok. In secondo luogo, una forte predilezione per i video e per i post suggeriti e sponsorizzati. Infine, una modalità di scorrimento non continua, che obbliga l’utente a guardare un contenuto alla volta.Questo nuovo feed non è stato accolto in maniera positiva dagli utenti, e in particolar modo dalla fotografa Tati Bruening (@illumitati), che qualche giorno fa ha pubblicato un post dalle chiare lettere: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”, dando inizio ad un vero e proprio movimento, che ha inspirato migliaia di persone da tutto il mondo.Nella petizione, Tati declama che Instagram nasce come social per guardare in tempo reale i post pubblicati dai propri amici e che è essenziale ripristinare la visualizzazione dei contenuti in ordine cronologico. Tra le altre richieste, vi è quella di favorire i contenuti fotografici, in quanto Instagram in principio era una vetrina per gli scatti, spontanei e istantanei. Infine, Tati asserisce che la piattaforma dovrebbe ascoltare le necessità dei Creator, anziché forzarli a cambiare formati e modalità di pubblicazione pur di adeguare Instagram ai social più in voga del momento.Il movimento non ha coinvolto soltanto utenti comuni, ma anche le celebrità, quali Kylie Jenner, che detiene il record di donna con più follower su Instagram. Persino una influencer mondiale, dunque, vorrebbe soltanto vedere le foto dei propri amici, senza dover scorrere decine di video indesiderati.Ma come ha reagito Instagram a questa petizione?Dopo un’iniziale resistenza alle proteste, il 28 luglio, Adam Mosseri ha dichiarato che Instagram sospenderà alcune funzioni che stava sperimentando, tra cui l’introduzione della home wide screen e l’alto numero di post suggeriti. L’aggiornamento sarà eliminato entro due settimane, ripristinando le impostazioni precedenti. Mosseri ha comunque affermato che l’azienda è alla continua ricerca di soluzioni che la rendano più competitiva e che aiutino i Creator a realizzare contenuti di successo.Una storia a lieto fine, dunque, per tutti gli utenti che si sono opposti a questo aggiornamento e che vorrebbero che Instagram tornasse ad essere il social intuitivo e spontaneo di un tempo....
Dal 20 al 24 giugno noi de Le Fucine saremo ad Atene per partecipare al progetto “Team Up! Media for Adult Education”, finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea. Questa iniziativa è stata pianificata partendo dai risultati ottenuti da “Speak Up!”, progetto volto all’inclusione mediale e digitale dei giovani migranti o rifugiati, appena arrivati in un Paese straniero.“Team Up!” è incentrato sull’alfabetizzazione ai media e sull’informazione della popolazione adulta. L’obiettivo, dunque, è quello di contrastare il divario digitale e di fornire nozioni e competenze suoi nuovi mezzi di comunicazione anche ad un target più maturo.Il progetto è suddiviso in diverse fasi, la prima delle quali avrà luogo proprio ad Atene. Nella capitale greca, si terrà un corso di formazione per trainer, finalizzato alla produzione di un percorso di apprendimento comune, che in seguito verrà proposto nei quattro Paesi europei coinvolti.Nel corso dell’intero progetto, insegnanti, educatori e bibliotecari provenienti da Francia, Grecia, Italia e Portogallo e che svolgono attività educative nei confronti degli adulti, organizzeranno workshop e altre iniziative, trattando tematiche quali il contrasto alla disinformazione, l’inclusione sociale e la produzione di podcast e materiale video.Siamo entusiasti di poter replicare l’esperienza vissuta a novembre 2021 a Budapest con “Speak Up!” e di incontrare esperti di Media and Information Literacy e di produzione mediale provenienti da altri Paesi europei.“Team Up! Media for Adult Education” rappresenta per noi de Le Fucine una grande opportunità, in quanto il digitale è il nostro DNA e la sua divulgazione, rivolta a tutte le fasce d’età, è la nostra vocazione....
“BeReal è la vita, la vita vera, e la vita vera non ha filtri”. Questo è il claim del social del momento, sviluppato nel 2020 da Alexis Barreyat.BeReal, come dice il nome, è una piattaforma che invita i suoi utenti a mostrarsi per quello che sono, senza l’effetto patinato e finto che spesso accompagna i contenuti dei social media. Ma come funziona, esattamente?L’app di BeReal invia quotidianamente una notifica push, comunicando all’utente che ha due minuti di tempo per scattare una foto di cosa sta facendo e un selfie, rigorosamente senza filtri. L’obiettivo del social è quello di condividere la quotidianità in tempo reale con i propri amici.BeReal è unico nel suo genere anche per un’altra particolarità: non permette ai suoi iscritti di essere utenti passivi, che sbirciano nelle vite altrui senza pubblicare nulla. Su BeReal, infatti, per vedere i contenuti degli amici è necessario caricare prima le proprie foto.Gli iscritti di questo social sono aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi, con una crescita del 315% dall’inizio del 2022 ad oggi. Il successo di BeReal è sicuramente legato agli ultimi trend della comunicazione social, che stanca di filtri e ritocchi, tende sempre di più a mostrare la realtà puntando sulla spontaneità e sull’imperfezione. Ad esempio, su Instagram siamo passati dalle foto patinate ai cosiddetti photo dump, caroselli che raccontano attimi di vita quotidiana senza l’inquadratura perfetta.Il trend di mostrarsi per ciò che si è nasce nel non troppo lontano 2020, quando il lockdown imponeva alle persone di pubblicare la loro vita reale tra le mura domestiche, ma diventa una vera e propria esigenza nei mesi successivi, con una spinta propulsiva da parte della Gen Z.I giovanissimi, infatti, anche in questo ambito si sono fatti portatori di un messaggio positivo, contribuendo a pubblicare contenuti genuini e svelando le finzioni che si celano dietro i post e le stories.Siamo, dunque, di fronte ad una nuova era social, in cui – finalmente – essere è più importante che apparire.E tu, cosa aspetti a scaricare BeReal?...
L’umanità è caratterizzata da rivoluzioni che hanno mutato per sempre il corso degli eventi. Pensiamo all’invenzione della ruota, che ha reso possibili i primi spostamenti, o alla rivoluzione industriale, che ha dato una scossa all’economia dell’epoca.Siamo abituati a pensare a questi avvenimenti come fatti lontani nel tempo e nell’immaginario, ma c’è un evento molto più recente che ha cambiato irreversibilmente il nostro modo di vivere, di comunicare, di lavorare e di incontrarsi.Il digitale è probabilmente l’innovazione che ha saputo permeare meglio e in minor tempo nel tessuto globale.Nel giro di due decenni, siamo passati dal parlare di “divario digitale” al concetto di “digital transformation”, che sta proprio ad indicare la proattività di imprese ed amministrazioni nei confronti di questa evoluzione.Ma cosa si intende per “trasformazione digitale”?Questo concetto riguarda il processo di digitalizzazione che non si limita soltanto ad un passaggio dall’offline all’online, bensì prevede mutamenti organizzativi, strumentali, creativi e gestionali.La digital transformation, infatti, è una transizione inarrestabile e completa, che consiste nel fornire alle aziende le competenze e gli strumenti necessari per poter risultare competitivi e sempre attuali nel mercato.Si tratta di un processo fondamentale perché permette di risparmiare risorse, semplificare i flussi di lavoro ed incrementare i profitti. Le soluzioni che hanno rappresentato le opportunità maggiori riguardano l’implementazione di un sito e-commerce, l’impiego di software gestionali e di servizi in cloud e l’utilizzo di canali social.Qual è il ruolo di un’agenzia di comunicazione, in questo contesto?Noi de Le Fucine aiutiamo i clienti ad intraprendere un percorso in continuo cambiamento, che procede parallelamente all’evoluzione delle tecnologie e delle tendenze di comunicazione.Ascoltiamo le loro esigenze, analizziamo i trend del momento ed elaboriamo una strategia digitale capace non soltanto di agevolare la comunicazione esterna, ma soprattutto di ottimizzare le modalità gestionali e creative interne, in un’ottica di lungo periodo. Se la tua azienda vuole raggiungere un alto livello di digitalizzazione, contattaci per una consulenza. info@lefucine.it0755094621...
Vi abbiamo parlato degli NFT, ovvero insiemi di informazioni digitali creati su piattaforme blockchain. In concreto, si tratta di immagini, GIFs, brani musicali, video o disegni.I Non-Fungible Token, una volta acquistati, diventano oggetti digitali certificati, assicurando all’autore i diritti sulla propria opera e al proprietario la garanzia di autenticità e di unicità del bene.La domanda, quindi, è: dove avviene la compravendita degli NFT?Online esistono diverse piattaforme in cui gli appassionati di arte digitale possono comprare in modo sicuro i token crittografati. Per soddisfare la crescente domanda degli NFT, negli ultimi mesi sono nati moltissimi marketplace che consentono agli artisti di mettere in vendita le proprie opere.Destreggiarsi tra tutti questi siti non è facile, soprattutto se si intende salvaguardare privacy e sicurezza. Per questo motivo, abbiamo stilato una lista con le 5 migliori piattaforme per l’acquisto e la vendita di NFT: Crypto.com NFTInaugurato nel marzo 2021, è la migliore piattaforma dedicata esclusivamente agli NFT. Gli artisti lanciano le proprie opere in quantità limitata, che in gergo si chiama “drop”, “goccia”. In fase di drop, gli utenti possono acquistare gli NFT ed eventualmente rivederli ad una cifra più alta. La Crypto.com NFT permette di utilizzare più di 20 criptovalute, tra cui Ethereum, Bitcoin e Dogecoin. La sua autorevolezza e popolarità sono dovute anche alla collaborazione di numerose celebrità, che hanno scelto di investire o di acquistare NFT su questo marketplace. OpenSeaIn termini di qualità, scelta e sicurezza, OpenSea rappresenta la scelta migliore se si intende acquistare o vendere NFT. Si tratta di una piattaforma in continua evoluzione, in cui investitori, artisti e compratori possono interagire in maniera estremamente intuitiva. OpenSea è una piattaforma che supporta e favorisce lo smart contract, attraverso transazioni sicure e il libero scambio di risorse. SuperRareCome suggerito dal nome, questo marketplace favorisce la compravendita di NFT rari. È la piattaforma ideale per i collezionisti, che preferiscono l’acquisto di token crittografati esclusivi piuttosto che recenti. SuperRare utilizza una tecnologia blockchain e gli scambi avvengono P2P (Peer to Peer), senza l’intervento di terze parti.Questa piattaforma è dotata di un archivio che permette agli utenti di vedere quali Non-Fungible Token sono stati acquistati in passato. RaribileRaribile è il miglior marketplace per scoprire nuove categorie di NFT, ma soprattutto per garantire agli utenti autonomia e libertà. Si tratta, infatti, di un’organizzazione autonoma decentralizzata che permette a venditori di decidere e gestire liberamente le proprie azioni. Inoltre, Raribile è una piattaforma finanziaria volta a favorire transazioni trasparenti e sicure. MintableNata nel 2018, questa piattaforma è dotata di una grande usabilità, che consente ai suoi utenti di coniare facilmente nuovi NFT. Mintable supporta token crittografati basati su Zilliqa ed Ethereum e suddivide gli NFT in categorie, quali arte, video, musica, collezionabili, sport e utilità. Questo marketplace, infine, presenta numerose funzionalità aggiuntive, come la presenza di pacchetti pubblicitari e negozi personalizzati. Gli NFT sono tra gli argomenti più chiacchierati del 2022 per gli appassionati di digitale. Se sei interessato a saperne di più o a investire in questo settore, noi de Le Fucine possiamo darti le risposte che stai cercando. Contattaci:info@lefucine.it0755094621...