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 I Content Management Systems (CMS) sono dei software installati su un web server che permettono di creare siti internet grazie a un’interfaccia grafica semplice da utilizzare. Il loro più grande vantaggio consiste nel poter essere impiegati anche da coloro che non hanno competenze in ambito di programmazione.Negli ultimi anni, i sistemi di gestione dei contenuti hanno progressivamente sostituito i siti web realizzati con HTML o altri linguaggi di formattazione, proprio grazie all’intuitività dei comandi e alla molteplicità delle funzioni disponibili.Esistono oltre 200 tipi di CMS e il loro utilizzo dipende dallo scopo e dalle esigenze specifiche del sito web. Ma come ci si può orientare tra i CMS? Qual è la scelta più valida per il tuo sito web?Per aiutarti nella scelta, abbiamo stilato una classifica dei 3 migliori CMS.Scopriamola insieme! 1. WordPressAl primo posto c’è WordPress, nato nel 2003 come tool per blogger e attualmente diventato il CMS più utilizzato al mondo.WordPress è semplice da usare, adattabile ad ogni tipologia di sito e offre diversi strumenti per l’ottimizzazione SEO.Tra le numerose caratteristiche, la piattaforma consente la personalizzazione del sito con temi gratuiti o a pagamento, l’estensione delle funzionalità tramite plugin e la gestione delle categorie e delle pagine con modelli. 2. ShopifySe vuoi aprire un e-commerce, Shopify è il CMS che fa al caso tuo, in quanto consente di realizzare il proprio shop online senza dover installare il software su un server e comprare un dominio.Shopify funziona tramite l’acquisto di pacchetti che permettono di creare un account e di configurare l’e-commerce.Questo CMS ha un alto grado di personalizzazione, dando al programmatore la possibilità di scegliere tra diversi temi, alcuni dei quali gratuiti.Configurare uno store online con Shopify è un’operazione semplice e veloce e si può integrare l’e-commerce con altre funzionalità, effettuando il download di alcune applicazioni. 3. JoomlaPrima dell’arrivo di WordPress, Joomla era il Content Management System più utilizzato. Si tratta di un software completamente gratuito, adatto sia per gli esperti di programmazione che per coloro che non conoscono il linguaggio informatico.Seppure sia più complesso di WordPress, permette di realizzare un sito web piuttosto rapidamente.Tra i punti di forza, Joomla vanta l’inclusione di diverse funzionalità, senza il bisogno di scaricare estensioni o plugin. Se il tuo business ha bisogno di un sito o di un e-commerce, Le Fucine è l’agenzia di comunicazione che fa per te! Il nostro reparto web ascolterà le tue esigenze e individuerà il CMS più adatto per realizzare il tuo sito.Contattaci al numero 0755094621 oppure invia un’e-mail a info@lefucine.it per prendere un appuntamento....
Il Garante della privacy italiano ha dichiarato l’illegittimità del trasferimento dati da Google Analytics all’infuori dell’Unione Europea.Tale provvedimento, analogo a quelli intrapresi da Austria e Francia, è dovuto alla violazione del GDPR, il regolamento europeo entrato in vigore il 25 maggio 2018 che disciplina il trattamento dei dati personali degli individui.A seguito di una complessa istruttoria, Google è stato ritenuto responsabile di aver violato la normativa nel trasferire i dati dall’Unione Europea agli Stati Uniti.  In passato, questo procedimento era regolamentato dal Privacy Shield, il cui invalidamento nel luglio 2020 ha reso di fatto illegittimo il trasferimento dei dati dai Paesi dell’Unione Europea agli Stati Uniti d’America.È stato rilevato, infatti, che coloro che gestiscono i siti che utilizzano Google Analytics raccolgono, tramite cookie, numerosi dati, come l’indirizzo IP, il browser, il sistema operativo, la lingua, la data e l’ora della visita al sito. Queste informazioni sono poi trasferite negli USA, dove il GDPR non è valido. Tutto ha avuto inizio a seguito di un reclamo da parte di un utente verso Caffeina Media Srl, nell’agosto del 2020. L’agenzia, alla fine dell’indagine, è stata ammonita per aver trasferito negli Stati Uniti i dati personali del suddetto utente, dopo una sua visita alla testata giornalistica online di proprietà di Caffeina.Questa ammonizione vale per tutti i siti web, ai quali sono stati dati 90 giorni di tempo per verificare la legittimità e conformare l’uso dei cookie e delle altre modalità di tracciamento.La posizione di Google Analytics, nelle prossime settimane, è probabilmente destinata a incrinarsi in tutto il resto d’Europa, in quanto i Garanti della privacy degli altri Paesi Ue saranno orientati a seguire le orme di Francia, Austria e Italia.Tra le proposte avanzate dall’azienda californiana per ovviare al problema, vi è l’utilizzo di Google Analytics 4, che esclude l’identificazione dell’indirizzo IP dell’utente. Tuttavia, anche questa soluzione non è perfettamente conforme al GDPR.Un’altra soluzione, il cosiddetto “piano B”, propone l’utilizzo di altri strumenti – magari europei – per il trasferimento dati negli Stati Uniti. Anche questa alternativa ha dei limiti, in quanto il mercato europeo non rappresenta ancora una valida alternativa a Google Analytics. La strada per un accordo è ancora lunga, ma UE ed USA stanno negoziando per individuare una soluzione che tenga conto delle ultime norme in materia di privacy e sicurezza e che nei prossimi mesi cambierà le regole della navigazione online. Contattaci per verificare la conformità del tuo sito e per scoprire di più su Google Analytics:info@lefucine.it0755094621...
Avete mai sentito parlare di “FOMO”? Si tratta dell’acronimo di “Fear of Missing Out” ed è il grande timore del XXI secolo. La paura di perdersi qualcosa deriva dalla continua necessità di fissare lo schermo del telefono e di confrontare la propria vita con quella degli altri.Soprattutto i più giovani tendono a paragonare la loro esistenza a i post e alle stories degli altri account, non solo delle celebrità e degli influencer, ma anche di amici e conoscenti. L’angoscia e l’insoddisfazione derivano dalla paura di essere tagliati fuori dal divertimento e dal doversi accontentare di una vita normale.Per gli adolescenti e i più fragili la FOMO si trasforma in una vera e propria ansia sociale, che si manifesta soprattutto quando si è esclusi da un’uscita di gruppo o si è costretti a rinunciare ad un evento.Numerosi scienziati sociali e psicologi hanno rivolto la propria ricerca nell’individuare il profilo tipo di un individuo affetto da FOMO e ne hanno delineato le caratteristiche principali. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti giovani, in maggioranza di sesso maschile, dotati di scarsa autostima e di una bassa considerazione di sé, oltre che fortemente dipendenti dai dispositivi elettronici ed in particolar modo dallo smartphone.Fra i tratti tipici dei soggetti affetti da FOMO, vi sono anche la difficoltà nell’identificare i propri bisogni e la propensione a farsi influenzare dai desideri altrui.Ma qual è la risposta alla FOMO? Secondo il medico e moderatore tedesco Eckart von Hirschhausen, per superare la paura di perdersi qualcosa è essenziale focalizzarsi sulle necessità e sui piaceri importanti, trascurando ciò che è superfluo. Questa reazione positiva prende il nome di JOMO (“Joy of Missing Out”) e riguarda la riscoperta del piacere di non essere coinvolti in tutto, ma anzi, di individuare ciò che realmente serve a livello emotivo, sociale e materiale.La gioia di perdersi qualcosa si basa sulla scelta del proprio mondo interiore a discapito della vita degli altri e di ciò che internet ci propone quotidianamente.I social media non sono affatto un mezzo di comunicazione negativo e da cui tenersi alla larga, ma è essenziale saper distinguere ciò che gli utenti pubblicano e la realtà. Molto spesso, i contenuti proposti sono un’ostentazione esagerata di divertimento, svago e affetto, che non sempre ritrova riscontro effettivo nella quotidianità. Per questo motivo, è importante osservare con distacco ciò che ci viene proposto, senza cercare un confronto e vivere nel timore di non far parte di qualcosa. Al contrario, è utile godersi il momento e individuare i reali bisogni e desideri, distaccando lo sguardo dallo schermo e focalizzandolo sulla propria vita.  ...
Negli ultimi giorni ti sarà capitato di vedere nelle Stories dei tuoi seguiti o in qualche articolo un’immagine raffigurante la scritta: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”.Ciò che non tutti sanno, però, è che si tratta di una vera e propria petizione (https://www.change.org/p/make-instagram-instagram-again-saveinstagram), che chiunque può firmare. Nel giro di una settimana ha raggiunto più di 300.000 adesioni, coinvolgendo utenti da diverse parti del mondo.Cosa è successo, esattamente?Dopo le indiscrezioni trapelate negli ultimi mesi, il 3 maggio Adam Mosseri, capo di Instagram, ha rilasciato nei suoi profili social un video in cui spiega le principali novità, disponibili attualmente solo per alcuni account. In questo post, Mosseri descrive l’aspetto e le funzionalità del nuovo feed di Instagram. In primo luogo, una visualizzazione wide screen su sfondo nero, molto più immersiva, che ricorda moltissimo TikTok. In secondo luogo, una forte predilezione per i video e per i post suggeriti e sponsorizzati. Infine, una modalità di scorrimento non continua, che obbliga l’utente a guardare un contenuto alla volta.Questo nuovo feed non è stato accolto in maniera positiva dagli utenti, e in particolar modo dalla fotografa Tati Bruening (@illumitati), che qualche giorno fa ha pubblicato un post dalle chiare lettere: “MAKE INSTAGRAM INSTAGRAM AGAIN”, dando inizio ad un vero e proprio movimento, che ha inspirato migliaia di persone da tutto il mondo.Nella petizione, Tati declama che Instagram nasce come social per guardare in tempo reale i post pubblicati dai propri amici e che è essenziale ripristinare la visualizzazione dei contenuti in ordine cronologico. Tra le altre richieste, vi è quella di favorire i contenuti fotografici, in quanto Instagram in principio era una vetrina per gli scatti, spontanei e istantanei. Infine, Tati asserisce che la piattaforma dovrebbe ascoltare le necessità dei Creator, anziché forzarli a cambiare formati e modalità di pubblicazione pur di adeguare Instagram ai social più in voga del momento.Il movimento non ha coinvolto soltanto utenti comuni, ma anche le celebrità, quali Kylie Jenner, che detiene il record di donna con più follower su Instagram. Persino una influencer mondiale, dunque, vorrebbe soltanto vedere le foto dei propri amici, senza dover scorrere decine di video indesiderati.Ma come ha reagito Instagram a questa petizione?Dopo un’iniziale resistenza alle proteste, il 28 luglio, Adam Mosseri ha dichiarato che Instagram sospenderà alcune funzioni che stava sperimentando, tra cui l’introduzione della home wide screen e l’alto numero di post suggeriti. L’aggiornamento sarà eliminato entro due settimane, ripristinando le impostazioni precedenti. Mosseri ha comunque affermato che l’azienda è alla continua ricerca di soluzioni che la rendano più competitiva e che aiutino i Creator a realizzare contenuti di successo.Una storia a lieto fine, dunque, per tutti gli utenti che si sono opposti a questo aggiornamento e che vorrebbero che Instagram tornasse ad essere il social intuitivo e spontaneo di un tempo....
Dal 20 al 24 giugno noi de Le Fucine saremo ad Atene per partecipare al progetto “Team Up! Media for Adult Education”, finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea. Questa iniziativa è stata pianificata partendo dai risultati ottenuti da “Speak Up!”, progetto volto all’inclusione mediale e digitale dei giovani migranti o rifugiati, appena arrivati in un Paese straniero.“Team Up!” è incentrato sull’alfabetizzazione ai media e sull’informazione della popolazione adulta. L’obiettivo, dunque, è quello di contrastare il divario digitale e di fornire nozioni e competenze suoi nuovi mezzi di comunicazione anche ad un target più maturo.Il progetto è suddiviso in diverse fasi, la prima delle quali avrà luogo proprio ad Atene. Nella capitale greca, si terrà un corso di formazione per trainer, finalizzato alla produzione di un percorso di apprendimento comune, che in seguito verrà proposto nei quattro Paesi europei coinvolti.Nel corso dell’intero progetto, insegnanti, educatori e bibliotecari provenienti da Francia, Grecia, Italia e Portogallo e che svolgono attività educative nei confronti degli adulti, organizzeranno workshop e altre iniziative, trattando tematiche quali il contrasto alla disinformazione, l’inclusione sociale e la produzione di podcast e materiale video.Siamo entusiasti di poter replicare l’esperienza vissuta a novembre 2021 a Budapest con “Speak Up!” e di incontrare esperti di Media and Information Literacy e di produzione mediale provenienti da altri Paesi europei.“Team Up! Media for Adult Education” rappresenta per noi de Le Fucine una grande opportunità, in quanto il digitale è il nostro DNA e la sua divulgazione, rivolta a tutte le fasce d’età, è la nostra vocazione....
“BeReal è la vita, la vita vera, e la vita vera non ha filtri”. Questo è il claim del social del momento, sviluppato nel 2020 da Alexis Barreyat.BeReal, come dice il nome, è una piattaforma che invita i suoi utenti a mostrarsi per quello che sono, senza l’effetto patinato e finto che spesso accompagna i contenuti dei social media. Ma come funziona, esattamente?L’app di BeReal invia quotidianamente una notifica push, comunicando all’utente che ha due minuti di tempo per scattare una foto di cosa sta facendo e un selfie, rigorosamente senza filtri. L’obiettivo del social è quello di condividere la quotidianità in tempo reale con i propri amici.BeReal è unico nel suo genere anche per un’altra particolarità: non permette ai suoi iscritti di essere utenti passivi, che sbirciano nelle vite altrui senza pubblicare nulla. Su BeReal, infatti, per vedere i contenuti degli amici è necessario caricare prima le proprie foto.Gli iscritti di questo social sono aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi, con una crescita del 315% dall’inizio del 2022 ad oggi. Il successo di BeReal è sicuramente legato agli ultimi trend della comunicazione social, che stanca di filtri e ritocchi, tende sempre di più a mostrare la realtà puntando sulla spontaneità e sull’imperfezione. Ad esempio, su Instagram siamo passati dalle foto patinate ai cosiddetti photo dump, caroselli che raccontano attimi di vita quotidiana senza l’inquadratura perfetta.Il trend di mostrarsi per ciò che si è nasce nel non troppo lontano 2020, quando il lockdown imponeva alle persone di pubblicare la loro vita reale tra le mura domestiche, ma diventa una vera e propria esigenza nei mesi successivi, con una spinta propulsiva da parte della Gen Z.I giovanissimi, infatti, anche in questo ambito si sono fatti portatori di un messaggio positivo, contribuendo a pubblicare contenuti genuini e svelando le finzioni che si celano dietro i post e le stories.Siamo, dunque, di fronte ad una nuova era social, in cui – finalmente – essere è più importante che apparire.E tu, cosa aspetti a scaricare BeReal?...
L’umanità è caratterizzata da rivoluzioni che hanno mutato per sempre il corso degli eventi. Pensiamo all’invenzione della ruota, che ha reso possibili i primi spostamenti, o alla rivoluzione industriale, che ha dato una scossa all’economia dell’epoca.Siamo abituati a pensare a questi avvenimenti come fatti lontani nel tempo e nell’immaginario, ma c’è un evento molto più recente che ha cambiato irreversibilmente il nostro modo di vivere, di comunicare, di lavorare e di incontrarsi.Il digitale è probabilmente l’innovazione che ha saputo permeare meglio e in minor tempo nel tessuto globale.Nel giro di due decenni, siamo passati dal parlare di “divario digitale” al concetto di “digital transformation”, che sta proprio ad indicare la proattività di imprese ed amministrazioni nei confronti di questa evoluzione.Ma cosa si intende per “trasformazione digitale”?Questo concetto riguarda il processo di digitalizzazione che non si limita soltanto ad un passaggio dall’offline all’online, bensì prevede mutamenti organizzativi, strumentali, creativi e gestionali.La digital transformation, infatti, è una transizione inarrestabile e completa, che consiste nel fornire alle aziende le competenze e gli strumenti necessari per poter risultare competitivi e sempre attuali nel mercato.Si tratta di un processo fondamentale perché permette di risparmiare risorse, semplificare i flussi di lavoro ed incrementare i profitti. Le soluzioni che hanno rappresentato le opportunità maggiori riguardano l’implementazione di un sito e-commerce, l’impiego di software gestionali e di servizi in cloud e l’utilizzo di canali social.Qual è il ruolo di un’agenzia di comunicazione, in questo contesto?Noi de Le Fucine aiutiamo i clienti ad intraprendere un percorso in continuo cambiamento, che procede parallelamente all’evoluzione delle tecnologie e delle tendenze di comunicazione.Ascoltiamo le loro esigenze, analizziamo i trend del momento ed elaboriamo una strategia digitale capace non soltanto di agevolare la comunicazione esterna, ma soprattutto di ottimizzare le modalità gestionali e creative interne, in un’ottica di lungo periodo. Se la tua azienda vuole raggiungere un alto livello di digitalizzazione, contattaci per una consulenza. info@lefucine.it0755094621...
Vi abbiamo parlato degli NFT, ovvero insiemi di informazioni digitali creati su piattaforme blockchain. In concreto, si tratta di immagini, GIFs, brani musicali, video o disegni.I Non-Fungible Token, una volta acquistati, diventano oggetti digitali certificati, assicurando all’autore i diritti sulla propria opera e al proprietario la garanzia di autenticità e di unicità del bene.La domanda, quindi, è: dove avviene la compravendita degli NFT?Online esistono diverse piattaforme in cui gli appassionati di arte digitale possono comprare in modo sicuro i token crittografati. Per soddisfare la crescente domanda degli NFT, negli ultimi mesi sono nati moltissimi marketplace che consentono agli artisti di mettere in vendita le proprie opere.Destreggiarsi tra tutti questi siti non è facile, soprattutto se si intende salvaguardare privacy e sicurezza. Per questo motivo, abbiamo stilato una lista con le 5 migliori piattaforme per l’acquisto e la vendita di NFT: Crypto.com NFTInaugurato nel marzo 2021, è la migliore piattaforma dedicata esclusivamente agli NFT. Gli artisti lanciano le proprie opere in quantità limitata, che in gergo si chiama “drop”, “goccia”. In fase di drop, gli utenti possono acquistare gli NFT ed eventualmente rivederli ad una cifra più alta. La Crypto.com NFT permette di utilizzare più di 20 criptovalute, tra cui Ethereum, Bitcoin e Dogecoin. La sua autorevolezza e popolarità sono dovute anche alla collaborazione di numerose celebrità, che hanno scelto di investire o di acquistare NFT su questo marketplace. OpenSeaIn termini di qualità, scelta e sicurezza, OpenSea rappresenta la scelta migliore se si intende acquistare o vendere NFT. Si tratta di una piattaforma in continua evoluzione, in cui investitori, artisti e compratori possono interagire in maniera estremamente intuitiva. OpenSea è una piattaforma che supporta e favorisce lo smart contract, attraverso transazioni sicure e il libero scambio di risorse. SuperRareCome suggerito dal nome, questo marketplace favorisce la compravendita di NFT rari. È la piattaforma ideale per i collezionisti, che preferiscono l’acquisto di token crittografati esclusivi piuttosto che recenti. SuperRare utilizza una tecnologia blockchain e gli scambi avvengono P2P (Peer to Peer), senza l’intervento di terze parti.Questa piattaforma è dotata di un archivio che permette agli utenti di vedere quali Non-Fungible Token sono stati acquistati in passato. RaribileRaribile è il miglior marketplace per scoprire nuove categorie di NFT, ma soprattutto per garantire agli utenti autonomia e libertà. Si tratta, infatti, di un’organizzazione autonoma decentralizzata che permette a venditori di decidere e gestire liberamente le proprie azioni. Inoltre, Raribile è una piattaforma finanziaria volta a favorire transazioni trasparenti e sicure. MintableNata nel 2018, questa piattaforma è dotata di una grande usabilità, che consente ai suoi utenti di coniare facilmente nuovi NFT. Mintable supporta token crittografati basati su Zilliqa ed Ethereum e suddivide gli NFT in categorie, quali arte, video, musica, collezionabili, sport e utilità. Questo marketplace, infine, presenta numerose funzionalità aggiuntive, come la presenza di pacchetti pubblicitari e negozi personalizzati. Gli NFT sono tra gli argomenti più chiacchierati del 2022 per gli appassionati di digitale. Se sei interessato a saperne di più o a investire in questo settore, noi de Le Fucine possiamo darti le risposte che stai cercando. Contattaci:info@lefucine.it0755094621...
Un universo digitale a cui si accede tramite visori 3D e popolato da avatar. Questo è il Metaverso, uno dei concetti più chiacchierati dell’ultimo anno. Un’evoluzione di internet, nella quale è possibile vivere esperienze virtuali, interagire con persone provenienti da tutto il pianeta e immergersi in un mondo sconfinato.Portato alla ribalta da Mark Zuckerberg l’anno scorso, il termine “Metaverso” ha in realtà radici lontane, che ci fanno fare un salto indietro di 30 anni. Nel 1992, infatti, Neal Stephenson coniò la parola “Metaverse” per riferirsi ad una realtà virtuale tridimensionale in cui le persone interagivano attraverso degli avatar.Si tratta di un concetto complesso, in cui le informazioni e i dati danno forma alla materia e plasmano il mondo.Negli ultimi anni, le multinazionali hanno compreso le potenzialità offerte da questo universo virtuale e hanno cominciato ad investire nella ricerca.Ma quali sono le aziende che stanno dando vita al proprio Metaverso? Oculus La realtà virtuale di Meta, l’azienda proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, si chiama Oculus. Questa piattaforma si compone di un visore VR e di un software in cui è possibile scaricare app e giochi.Horizon Worlds, appartenente all’universo Oculus, è un videogioco gratuito di realtà virtuale in cui è possibile creare il proprio avatar e giocare, partecipare ad eventi ed esplorare il mondo. Per accedere basta avere un account Facebook e possedere il visore Oculus Quest. Mesh Mesh per Teams è una piattaforma di realtà virtuale di proprietà di Microsoft. Ancora in fase di sperimentazione da parte dell’azienda, questo Metaverso consente di migliorare le performance delle riunioni virtuali, mediante l’utilizzo dei visori VR Hololens. Mesh permette alle persone di riunirsi virtualmente tramite i loro avatar e di visualizzare lo stesso spazio mediante una realtà tridimensionale condivisa. Google Labs L’azienda di Menlo Park ha ravvisato immediatamente le potenzialità offerte dal Metaverso, implementando la sezione Google Labs, utilizzata come incubatore di nuove idee. Questa divisione di Google si sta attualmente occupando di VR, AR e di altri software innovativi, per realizzare una piattaforma che possa competere con i rivali Meta e Microsoft. A comandare questa sezione è Clay Bavor, punta di diamante dell’azienda e da anni impegnato in progetti rivoluzionari.Molti altri software e piattaforme, quali Shopify, Autodesk e Roblox, stanno implementando le loro funzioni e investendo nei settori della realtà virtuale ed aumentata.Lo stesso colosso Apple, a gennaio 2022, ha mostrato il suo interesse per il Metaverso, e potrebbe presto stupirci con importanti novità.Al contrario, Elon Musk, fondatore e CEO di Tesla, non vede alcun futuro per questo universo virtuale ed è scettico riguardo alla comodità dei visori 3D.Siamo di fronte ad un’innovazione rivoluzionaria o a una bolla pronta ad esplodere da un momento all’altro?Non ci resta che aspettare e scoprirlo! Noi de Le Fucine stiamo progettando uno spazio dedicato alla scoperta del Metaverso, con la possibilità di immergersi nella realtà virtuale con un visore di ultima generazione.Contattaci per saperne di più:info@lefucine.it0755094621...
Gli esperti di SEO e web marketing parlano sempre più spesso di Google EAT. Ma di cosa si tratta esattamente?No, non si tratta di un’app di delivery, nonostante la sigla EAT possa farci cadere in questo tranello. Con questo acronimo, si fa riferimento al paradigma con cui il motore di ricerca per antonomasia, Google, premia un sito web.EAT, infatti, sta per Expertise (esperienza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità). Grazie a questo programma, Google invita i quality raters a valutare i contenuti pubblicati su un sito web, secondo la logica di questi tre criteri.L’obiettivo finale è garantire il miglioramento della User Experience (UX) di un utente mentre inserisce una keyword nel motore di ricerca. Ciò si traduce nel garantire in SERP un alto livello di qualità dei risultati ottenuti. Cosa si intende con esperienza, autorevolezza ed affidabilità?il concetto di esperienza riguarda la capacità di utilizzare un alto grado di professionalità e di competenza nella creazione dei contenuti.Dal criterio di esperienza dipende quello di autorevolezza. Questo parametro, infatti, riguarda la capacità di un sito di essere considerato esperto su un argomento. In questo criterio influisce anche il dominio: se il sito web registrato è particolarmente accreditato, aumenterà il suo punteggio in termini di autorevolezza.L’affidabilità, infine, misura il livello di fiducia che Google attribuisce ad un contenuto e al suo sito di appartenenza. Scopriamo, dunque, come migliorare il proprio sito, utilizzando il paradigma di Google EAT.Un sito web, per essere efficace sulla base dei criteri di Google EAT, dovrà avere dei contenuti realizzati da esperti in materia e aggiornati periodicamente. È consigliabile, inoltre, inserire dei link che consentano di approfondire un tema e di trovare maggiore riscontro in fase di ricerca. Il contenuto di un sito, infine, deve essere completo ed originale, per offrire all’utente la possibilità di ottenere informazioni attendibili.Google EAT è un paradigma indispensabile, in quanto influenza indirettamente il ranking e la SERP. Il motore di ricerca Google, infatti, tende a premiare sempre i contenuti di qualità. Se vuoi rendere il tuo sito più efficace e ottenere risultati migliori su Google, Le Fucine è l’agenzia di comunicazione che fa per te!I nostri esperti di web marketing e di SEO ascolteranno le tue esigenze ed elaboreranno la strategia più adatta per la tua azienda.Contattaci oppure invia un’e-mail a info@lefucine.it per prendere un appuntamento....