news - Pagina 4 di 12 - LE FUCINE

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Gli User Generated Content (UGC), in italiano contenuti generati dagli utenti, sono immagini, video, recensioni o audio che vengono prodotti e condivisi dagli utenti sui canali social, blog, forum e siti web, con l’obiettivo di diffondere informazioni su prodotti e brand.Il concetto di UGC nasce parallelamente a quello di cultura convergente, elaborato nel 2006 dallo studioso dei media Henry Jenkins, ma si evolve con l’arrivo dei social media e delle piattaforme di condivisione. Secondo quanto elaborato da Jenkins, infatti, nella convergence culture gli utenti assumono il ruolo di prosumer, ovvero di consumatori che esercitano un’influenza, partecipando attivamente alle diverse fasi del processo produttivo.Gli User Generated Content sono la massima espressione di questa evoluzione mediale e hanno tre caratteristiche fondamentali. Innanzitutto, sono pubblici, dunque liberamente accessibili da parte degli altri utenti. Inoltre, sono originali, ovvero non sono realizzati da agenzie o da professionisti. Infine, sono creativi, in quanto presentano tratti inediti rispetto agli altri contenuti disponibili in rete.Ma quando parliamo di UGC, a cosa ci riferiamo esattamente?L’esempio classico è costituito dai contenuti multimediali, quali immagini, video e podcast, i più diffusi specialmente nei social network.Esistono, poi, piattaforme wiki, come Wikipedia, che consentono agli utenti di integrare informazioni, modificare le pagine e partecipare attivamente alla costruzione del sito.Ma anche le recensioni e i tutorial rientrano nella categoria UGC, in quanto pubblici, originali e creativi, ma soprattutto realizzati spontaneamente dagli utenti.La lista di tipologie e formati aumenta con il passare del tempo e con l’evolversi dei software e dei canali di comunicazione digitali, ma i contenuti generati dagli utenti sono tutti quelli che vengono creati e divulgati da individui esterni al prodotto o al brand al quale si riferiscono.Trattandosi di contenuti che gli utenti realizzano e pubblicano spontaneamente, le aziende hanno compreso ben presto la loro importanza, cercando un modo per integrarli nella loro strategia di marketing.Ai loro occhi, infatti, gli UGC hanno diversi vantaggi.In primo luogo, comunicano l’autenticità del brand, in quanto i consumatori tendono a fidarsi di ciò che è recensito spontaneamente da altri consumatori, perché percepiscono tali contenuti più reali, trasparenti e imparziali.Inoltre, gli User Generated Content aumentano l’engagement e il grado di fidelizzazione al marchio, permettendo alle persone di sentirsi parte integrante del brand.Un altro punto di forza è la capacità degli UGC di influenzare i comportamenti d’acquisto e di aumentare le conversioni, poiché aiutano i consumatori nella scelta. Abbiamo una prova tangibile di questo vantaggio dai prodotti resi virali da TikTok, grazie proprio ai creator che ne danno feedback e recensioni spontaneamente.A questi vantaggi si aggiunge anche la possibilità di arricchire di contenuti il proprio piano editoriale, implementando le pubblicazioni con contest fotografici, recensioni e challenge. Se vuoi sfruttare gli User Generated Content nei canali social della tua attività, ecco qualche suggerimento.Puoi organizzare un contest, chiedendo ai tuoi follower di pubblicare nei loro canali social dei contenuti riguardanti un tuo prodotto o servizio, utilizzando un hashtag riconoscibile e originale. Oppure, puoi lanciare una challenge, invitando la audience a registrare e pubblicare dei video con un tema specifico e il tuo brand come protagonista.In alternativa, puoi coinvolgere il tuo pubblico nel processo creativo, chiedendo loro di elaborare o scegliere il nome del prossimo prodotto, il logo oppure uno slogan.Qualsiasi sia la modalità scelta, gli UGC sono degli strumenti di marketing e in quanto tali necessitano di alcune accortezze. Prima di integrarli nella tua strategia, è opportuno individuare gli obiettivi della campagna, scegliere i contenuti più adatti alla piattaforma e monitorare il sentiment degli utenti e i risultati ottenuti. Se desideri integrare gli User Generated Content nella tua strategia social, Le Fucine è l’agenzia di comunicazione che fa per te. I nostri digital strategist e social media manager ascolteranno le tue esigenze e individueranno le attività più in linea con la tua immagine aziendale. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621...
La Apple è una delle aziende di maggior successo al mondo. Dal 1976 ad oggi, infatti, la multinazionale di Cupertino ha rivoluzionato il mercato tecnologico grazie a prodotti e software innovativi. Insieme a Google, Microsoft, Meta e Amazon, fa parte delle Big Tech, ovvero delle società tecnologiche più importanti del pianeta.Nel 2022, la Apple è risultata al primo posto per ricavi nella classifica Fortune Global 500 ed è diventata la prima azienda al mondo a superare i 3.000 miliardi di capitalizzazione.Da quasi cinquant’anni, dunque, la Apple rappresenta nell’immaginario collettivo un brand di culto e i suoi prodotti sono dei veri e propri status symbol.Ma qual è il segreto che si nasconde dietro al successo della Mela morsicata?Innanzitutto, la Apple è partita dal marchio per costruire un’identità sociale, contrapponendosi fermamente a tutte le altre società IT, come IBM, Microsoft e Samsung. Chi fa parte della comunità Apple può sentirsi membro di una tribù, di un gruppo ben consolidato che disdegna i PC e gli altri sistemi operativi in virtù di un marchio più giovane e innovativo, basato sull’imperativo “Think Different”.Inoltre, l’azienda di Cupertino fa fede alla filosofia “Less is more”, adottando sin dagli albori la semplicità come massima sofisticazione e un design minimalista. Questo metodo non si applica soltanto ai prodotti, bensì anche alla strategia di business, nell’ottica di rendere tutto più semplice.Infine, ad attirare particolarmente i consumatori è l’approccio integrato, che permette di connettere e far comunicare i propri dispositivi come un vero e proprio ecosistema.L’azienda di Cupertino si distingue dai suoi competitor anche per le attività di fidelizzazione dei clienti, come ad esempio l’organizzazione di eventi dalla risonanza mediatica globale, finalizzati a comunicare le principali novità. Dall’agosto 1983 ad oggi, infatti, i fan della Mela aspettano con trepidazione i famosi Apple Events e i WWDC (Worldwide Developers Conference), che con cadenza stagionale o annuale accompagnano il brand nella presentazione e nel lancio dei nuovi prodotti.Per noi de Le Fucine, appassionati ed esperti di comunicazione, gli Apple Event rappresentano un caso di studio particolarmente interessante, in quanto racchiudono abilmente creatività e strategia e contribuiscono ad incrementare il successo e la notorietà del marchio.Oltre all’eccellente regia, agli slogan indimenticabili e alla sceneggiatura quasi cinematografica, queste conferenze hanno molti altri punti di forza.In primo luogo, sanno creare attesa, grazie soprattutto alla segretezza e alla mancanza di informazioni riguardo ai prodotti lanciati. Fino a qualche giorno prima, infatti, non si conosce la data esatta dell’evento. Gli stessi argomenti rimangono un mistero: chi vuole farsi un’idea delle novità Apple che saranno presentate, può affidarsi alle indiscrezioni presenti in rete oppure aspettare la diretta sul sito dell’azienda. Per mantenere alto il livello di interesse, gli inviti che i giornalisti ricevono sono disseminati di indizi, che permettono alle testate di fare speculazioni e ipotesi sulle novità in arrivo.Anche durante gli Apple Event la parola d’ordine resta “semplicità”: mentre la concorrenza punta sul linguaggio tecnico per descrivere i suoi prodotti, la Apple adotta una un linguaggio comprensibile e una prospettiva umana, adattando le funzionalità dei device a situazioni della vita quotidiana. Inoltre, anziché soffermarsi su tutte le caratteristiche, l’azienda di Cupertino si concentra soltanto su quelle che raccontano una storia e che danno un valore aggiunto, così da rimanere più impresse nella mente dei consumatori.Il successo degli Apple Event e dei WWDC è determinato anche dalla loro evoluzione. Nati inizialmente come eventi fisici presso i più grandi padiglioni della Silicon Valley o nello Steve Jobs Theater di Cupertino, a causa della pandemia si sono trasformati in appuntamenti virtuali.Gli Apple event, infatti, sono trasmessi in diretta streaming, proprio per consentire agli utenti di tutto il mondo di connettersi e di prendere parte al momento più atteso dell’anno per i fan della Mela e per gli appassionati di tecnologia.L’assenza in platea di giornalisti, sviluppatori e appassionati ha cambiato radicalmente la natura di questi eventi, che tuttavia mantengono una continuità con il passato, adottando spesso vecchi slogan e una scaletta ben consolidata.  L’esempio più eclatante è l’espressione “One more thing” (“Ancora una cosa”), lanciata da Steve Jobs, che consiste nello svelare la novità principale al termine dell’evento, quando gli spettatori credono di aver visto tutto. Dal 1999 è diventata un vero e proprio rito per la Apple, in quanto ha aumentato l’attesa e le aspettative nei confronti degli eventi ed è stata impiegata per presentare più di venti prodotti e software. Dopo l’ultimo “One more thing” del 2011 di Steve Jobs, che illustrava al pubblico la sincronizzazione iTunes Match, il nuovo CEO Tim Cook ha tenuto viva la tradizione, presentando in questo modo alcuni tra i prodotti più celebri, come l’Apple Watch o l’iPhone X.Il prossimo Apple Event probabilmente si terrà il 13 settembre 2023 e saranno svelati i nuovi iPad e MacBook, ma soprattutto l’iPhone 15 nelle varianti standard, Pro e Max. Non ci resta che aspettare qualche settimana e scoprire le sorprese che Apple ci riserverà per questo autunno! Ma, ancora una cosa…Se anche tu sei appassionato di innovazione e tecnologia, scopri tutte le novità del mondo digital sul nostro blog e nei canali social. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621...
Gli influencer sono persone che hanno molto seguito sui social media e che sono capaci di incidere sulle abitudini e sui comportamenti d’acquisto del pubblico.Proprio grazie al loro grado di popolarità, gli influencer stringono collaborazioni e contratti con i brand che desiderano pubblicizzare i loro prodotti e servizi.Qualche mese fa, in un nostro articolo, abbiamo parlato dell’influencer marketing, ovvero quell’insieme di attività che prevede la promozione attraverso partnership con testimonial, celebrità e blogger di successo.Nel 2022 questo mercato valeva oltre 16.4 miliardi di dollari, cifra che è destinata a crescere alla chiusura di quest’anno.In questo contesto, un ruolo determinante è giocato soprattutto da TikTok, che dà voce non soltanto a creator e influencer, ma anche a persone comuni, che desiderano consigliare e fare una recensione dei prodotti e servizi del momento.Grazie al passaparola social, alcuni libri, capi d’abbigliamento e accessori diventano virali e scalano le classifiche di vendita, risultando introvabili nei negozi e negli shop online.Instagram e TikTok si prestano perfettamente alla promozione dei brand, grazie ai format “unboxing”, “video haul” e “get ready with me”, in cui gli influencer rispettivamente aprono i pacchi ricevuti, mostrano il contenuto dei sacchetti e si preparano davanti alla telecamera, commentando i vestiti, i trucchi e gli accessori che utilizzano. A rendere così efficaci questi contenuti è proprio la spontaneità che li caratterizza e che consente agli utenti di far parte della vita dei creator, scoprendo cosa si nasconde dietro a un make-up perfetto o quale sia il libro che li ha ispirati e che tengono sul comodino.Ma è davvero così? Una recente tendenza sta invertendo la rotta e mettendo in discussione le dinamiche che si nascondono dietro ai consigli del web.Il deinfluencing è un fenomeno con 776,4 milioni di visualizzazioni su TikTok, che consiste nello sconsigliare prodotti, servizi e brand. La logica è la stessa dell’influencer marketing, in quanto al centro dei contenuti ci sono sempre accessori, libri e trucchi virali, ma anziché tesserne le lodi, i creator spiegano perché non vale la pena acquistarli.A rendere così popolare l’hashtag #deinfluencing è il sentimento di onestà che permea nei post. Scorrendo le Stories di Instagram o la For You Page di TikTok, infatti, saltano all’occhio sempre gli stessi prodotti, che i brand inviano a tutti gli influencer del momento, e che grazie a queste collaborazioni ci vengono consigliati con entusiasmo.Il deinfluencing scardina questo processo: al centro dei contenuti non vi è più l’azienda che intende farsi pubblicità, bensì il creator che mal sopporta queste logiche di marketing e vuole svelare ciò che realmente si nasconde dietro ai prodotti e ai servizi virali.I TikToker, i blogger e le celebrità, attraverso le collaborazioni e i contenuti #adv, creano nella mente degli utenti un bisogno, che viene abilmente sopito dal deinfluencing.Le visualizzazioni e il successo di questo fenomeno indicano che il deinfluencing, se utilizzato con consapevolezza, rappresenta una grande opportunità per il marketing digitale.I potenziali consumatori, infatti, ormai saturi dal bombardamento pubblicitario, non riescono più a fidarsi a prescindere di quello che i social promuovono e si affidano a qualcuno che preferisca la reputazione alle collaborazioni.I cosiddetti deinfluencer, mossi dall’imperativo “save your money”, diventano dei punti di riferimento sinceri e genuini per gli utenti, che chiedono loro pareri e consigli, in quanto li ritengono affidabili.La logica che sta dietro al deinfluencing, dunque, non è mirata a sollevare polemiche o ad andare necessariamente controcorrente, bensì prevede lo scardinamento delle dinamiche tra brand e testimonial e dà visibilità soltanto ai prodotti e ai servizi che la meritano.I creator che realizzano contenuti mirati a sconsigliare o a dire la verità dietro ad alcune aziende, non soltanto aumentano il loro grado di credibilità, bensì ottengono migliaia di visualizzazioni e diventano virali quanto gli influencer. Il fenomeno del deinfluencing ha delle conseguenze importanti non solo per i consumatori, ma anche e soprattutto per i brand. Come può un’azienda prevenire le recensioni negative e generare profitto, continuando a rivolgersi ai creator?Innanzitutto, è opportuno elaborare una strategia di branding che conferisca al marchio credibilità e affidabilità. Per fare questo, le aziende devono stringere partnership con creator e blogger che rispecchiano i loro valori e che hanno attinenza rispetto al prodotto o servizio da promuovere. Nella scelta delle collaborazioni, inoltre, la qualità è più importante della quantità. I brand che risultano più credibili sono coloro che scelgono pochi influencer accuratamente selezionati, piuttosto che quelli che inviano i loro prodotti a tutti, sperando di raggiungere un numero di persone più alto.Una partnership di livello garantirà contenuti veritieri e opinioni più sincere, che disincentiveranno in seguito i creator dal fare contenuti a tema #deinfluencing.Come tutti i fenomeni del marketing digitale, dunque, questa recente tendenza a sconsigliare prodotti e servizi, rappresenta per le aziende l’opportunità di emergere e di differenziarsi nel mercato, risultando di qualità superiore e più affidabile rispetto ai competitor. Noi de Le Fucine siamo attenti alle ultime tendenze e alla continua ricerca di soluzioni innovative.Se vuoi cogliere le nuove opportunità del mercato e attuare una strategia di branding efficace, i nostri digital strategist e data analyst possono aiutarti a scegliere le attività più in linea con le tue esigenze. Richiedi subito una consulenza:info@lefucine.it0755094621...
Negli ultimi anni le serie televisive sono diventate parte integrante della nostra quotidianità. Gli abbonamenti a Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e NowTV hanno progressivamente sostituito l’accesso ai siti di streaming. Il concetto di riunirsi una volta a settimana per guardare un nuovo episodio è stato quasi del tutto rimpiazzato dal binge watching, ovvero la maratona di puntate, fino a notte fonda.L’impatto delle serie tv nella società è profondo e tangibile. Le storie, infatti, non sono più confinate dietro ad uno schermo, ma sfondano la quarta parete, piombando nella realtà che ci circonda e diventando un vero e proprio mezzo di comunicazione e di condivisione.In primo luogo, vi sono numerosi studi che testimoniano l’importanza delle serie televisive nella riduzione del pregiudizio, come dimostrato dalla ricerca degli psicologi sociali Schiappa, Gregg e Hewes mediante la somministrazione delle prime dieci puntate di Six Feet Under a un gruppo di studenti universitari. I risultati confermavano che individui coinvolti avevano reagito positivamente, avendo così ridotto il loro pregiudizio nei confronti degli omosessuali.Inoltre, le serie tv hanno un forte impatto anche nei confronti dell’esperienza di viaggio, con il diffondersi del cosiddetto “teleturismo”, ovvero la tendenza degli spettatori più appassionati di recarsi nei luoghi in cui sono realizzate le riprese dei loro programmi preferiti. L’esempio più eclatante riguarda le ambientazioni de Il Trono di Spade: dalla Croazia alla Spagna, dall’Islanda al Marocco, le location di GoT sono ogni anno la meta di migliaia di fan.Le serie televisive influenzano molto anche la comunicazione e il marketing. Spesso i brand prendono in prestito il tormentone dello show del momento, oppure fanno delle collaborazioni e degli eventi a tema, per sfruttare l’onda del successo. Uno degli esempi più interessanti del rapporto tra serialità televisiva e pubblicità riguarda l’azienda alimentare Heinz. Nel 2017, la multinazionale ha realizzato uno spot per promuovere il ketchup, ispirandosi alla serie tv Mad Men, che aveva per protagonista la Sterling Cooper Draper Pryce, un’agenzia di comunicazione newyorkese degli anni ’50. Nel quarto episodio della sesta stagione, infatti, il protagonista Don Draper aveva proposto proprio a questa azienda una pubblicità che raffigurava delle patatine fritte, una porzione di bistecca e un cheeseburger, sopra le quali campeggia la scritta “Pass the Heinz”. Oltre che essere una trovata che strizzava inequivocabilmente l’occhio agli appassionati dello show, l’espediente utilizzato dalla Heinz nel 2017 suggerisce che si può imparare molto da una serie televisiva. L’influenza esercitata in campo sociale, nel turismo e nella comunicazione dalle serie tv dimostra il rapporto che intercorre tra esse e la realtà ed è testimonianza di quanto sia labile il confine con la fantasia.C’è una serie tv che più di tutte le altre ha preso spunto dalla realtà, trasformando il futuro in qualcosa di spaventoso e al contempo pericolosamente vicino. Stiamo parlando di Black Mirror, che dal 2011 racconta in ogni episodio una storia diversa. Questa serie televisiva antologica ha come protagonista la tecnologia in tutte le sue forme: social media, realtà aumentata, domotica, app di incontri, software di sicurezza, robot e tanto altro.Ogni puntata approfondisce una storia, con personaggi e ambientazioni differenti, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, ma il fil rouge che accomuna tutte le sei stagioni è un forte senso di inquietudine che permane anche dopo aver concluso la visione.A rendere distopica questa serie tv è soprattutto l’accezione negativa attribuita alla tecnologia e al mondo digitale. Tutto ciò che è progresso, in Black Mirror è sinonimo di pericolo, a cui necessariamente consegue un epilogo tragico o un colpo di scena dai risvolti inquietanti.Nonostante la chiave di lettura che questo show dà della tecnologia, rimane uno dei più amati, in vetta alle classifiche di Netflix, con milioni di fan da tutto il mondo. Questo accade perché, nonostante la narrazione esasperata e iperbolica, in Black Mirror permea comunque una dimensione di realtà, conferita proprio dai device e software al centro di queste storie.Pensiamo all’episodio 3x01, Caduta Libera, nel quale la protagonista Lacie si trova a fronteggiare i problemi dovuti al calo della sua popolarità, in un mondo in cui lo status sociale corrisponde alle recensioni che gli altri individui lasciano su un social network. Questo racconto ricorda molto gli influencer e il bisogno generato da Instagram o TikTok di ricevere consenso e di essere seguiti.Oppure, la puntata della seconda stagione, Orso Bianco, tratta una tematica triste quanto attuale, ovvero la giustizia privata e la morbosità delle persone nei confronti dei fatti di cronaca e del true crime.Ancora, Giochi Pericolosi, secondo episodio della terza stagione, segue le vicende di Cooper, un ragazzo che si offre volontario per sperimentare un videogame impiantato nel cervello, che ricorda molto la realtà aumentata.Ognuna di queste storie, dunque, prende spunto da un hardware o da un software esistente, esasperando le sue potenzialità e lasciando lo spettatore in uno stato di ansia e di paranoia riguardo all’impatto della tecnologia sulla quotidianità. Con il passare degli anni, tuttavia, Black Mirror è cambiata. Complice di questa trasformazione è l’acquisto dei suoi diritti da parte di Netflix nel 2015, che per molti appassionati della serie ha influito sulla qualità e sull’impatto emotivo delle stagioni.Secondo noi de Le Fucine, tuttavia, il cambiamento di Black Mirror è dovuto a una svolta narrativa che può non essere apprezzata ma non deve sorprendere. Le prime stagioni della serie tv britannica, nonostante le ambientazioni diverse e i personaggi differenti, raccontavano di un mondo lontano, in cui la tecnologia aveva preso il sopravvento sull’uomo, trasformando inevitabilmente usi, tradizioni e approcci. Questo, tuttavia, accadeva nel 2011, quando il futuro ci sembrava pieno di potenzialità e rischi. Il decennio successivo, in seguito allo stravolgimento politico nelle aree strategiche del pianeta, alla pandemia, alla guerra e alla crisi energetica, appare senz’altro diverso. Chiunque, voltandosi indietro e guardando avanti a sé, può rendersi conto che il futuro è arrivato. Non ci sono ancora innesti neurologici, strutture in cui prepararsi ad affrontare un talent show, server che consentono all’anima di sopravvivere alla morte o software che censurano le persone. Ma esistono visori per la realtà virtuale, paparazzi disposti a tutto per vendere uno scoop, sofisticati sistemi di domotica e insidiose clausole nei contratti di termini e condizioni.L’evoluzione narrativa di Black Mirror non si focalizza, dunque, su un universo iper-tecnologico e androide, bensì su un mondo in cui ogni luogo, fatto o persona assomiglia a quello che tanto ricordiamo. Ad inquietare lo spettatore non è più la possibilità che con il passare degli anni i dispositivi digitali e l’innovazione possano prendere il sopravvento e cambiare radicalmente il modo di vivere, bensì il fatto che le storie raccontate da Black Mirror siano – per quanto romanzate – anche spaventosamente reali.Dal 2011 ad oggi il mondo ha intrapreso un percorso innovativo in continua ascesa e la narrazione di questa serie tv è cambiata rapidamente, dovendosi adattare alle conseguenze di un triennio difficile, che ha alzato l’asticella dell’imprevisto e che ha portato le multinazionali ad affinare la tecnologia per migliorare la vita degli esseri umani. Noi de Le Fucine, da appassionati ed esperti di comunicazione digitale, riteniamo che i nuovi media e la tecnologia, proprio come qualsiasi altro mezzo, abbiano un valore neutro, il cui potenziale è senz’altro positivo se in mano alle persone giuste (come noi!). Tuttavia, siamo affascinati dal mondo narrato da Black Mirror e dalla morale che si può trarre da ogni episodio.Ma soprattutto, siamo entusiasti dello stretto rapporto che intercorre tra serialità televisiva e realtà e su come la prima influenzi profondamente e positivamente la pubblicità e la comunicazione....
Chi lavora con i social media si pone spesso due quesiti fondamentali: esistono degli orari più adatti per pubblicare i contenuti? Ci sono dei giorni in cui i post ottengono più visualizzazioni?Fortunatamente, noi de Le Fucine possiamo rispondere a queste domande.Sprout Social ha recentemente pubblicato il suo report annuale, che contiene gli orari migliori per pubblicare su ognuna delle principali piattaforme social.Tale documento si basa sull’analisi dei trend di engagement e su quasi 35.000 utenti registrati su Sprout nel 2023.I dati di quest’anno sono particolarmente interessanti, in quanto è la prima volta che il report contiene anche TikTok, una delle piattaforme più in voga del momento e sempre più utilizzata dalle aziende per promuovere prodotti e servizi.È essenziale, per gli esperti del settore digital, monitorare e aggiornare costantemente i dati e i risultati relativi alle tendenze degli utenti e alle modalità di fruizione delle piattaforme, in quanto sono aspetti in costante mutamento. Di seguito troviamo orari e giorni migliori di pubblicazione per Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok, Pinterest e Twitter. Facebook Facebook rimane l’obiettivo principale per molti marchi.Sprout indica che i momenti migliori per pubblicare su Facebook nel 2023 sono: Lunedì dalle 8:00 alle 13:00 Martedì dalle 8:00 alle 14:00 Mercoledì dalle 8:00 alle 13:00 Giovedì dalle 8:00 alle 12:00 InstagramIl report di Sprout Social ha individuato anche orari e giorni migliori per postare su Instagram: Lunedì dalle 10:00 alle 12:00 Martedì dalle 9:00 alle 13:00 Mercoledì dalle 10:00 alle 13:00 Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 LinkedInLinkedIn, come sappiamo, è un social di business, dunque non ci sorprende che abbia un traffico e una copertura maggiori nei giorni infrasettimanali e durante l’orario d’ufficio. Sprout, infatti, afferma che il martedì e il mercoledì dalle 10:00 alle 12:00 sono i momenti migliori per le pagine aziendali. TikTokTikTok, la new entry dell’edizione 2023 del report, garantisce risultati maggiori se i contenuti vengono pubblicati nel pomeriggio dei giorni feriali. Questo insight è sintomo della giovane età dei suoi utenti, che durante la mattina sono impegnati prevalentemente a scuola o all’università.In particolar modo, segnaliamo la fascia dal martedì al giovedì, dopo le 14:00 e prima delle 18:00. PinterestSecondo Sprout Social, Pinterest registra il maggior livello di coinvolgimento tra le 13:00 e le 15:00, dal martedì al giovedì, ma vi è molta attività anche di venerdì. La domenica e il lunedì, invece, risultano meno efficaci. Twitter Sprout Social conferma la generale tendenza sulle ottime prestazioni dei giorni feriali anche per Twitter, e in particolar modo ogni mattina dal martedì al venerdì.Anche se le informazioni contenute in questo articolo risultano attendibili e aggiornate, è comunque opportuno calibrare la propria strategia social sulla audience e sul mercato di riferimento e individuare giorni e orari migliori secondo la propria esperienza.Noi de Le Fucine studiamo attentamente ogni report e i dati periodici che agenzie e social media rilasciano, per offrire ai nostri clienti le soluzioni migliori. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621...
Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente (World Environment Day). Questa ricorrenza è stata istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e dal 1974 ogni anno viene celebrata con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica.La Giornata Mondiale dell’Ambiente, infatti, incoraggia governi, organizzazioni, comunità e individui a prendere provvedimenti concreti per affrontare i problemi ambientali globali. Tale ricorrenza mira a creare consapevolezza nelle persone riguardo all’importanza di preservare la natura, ridurre l'inquinamento, proteggere gli ecosistemi, affrontare i cambiamenti climatici e promuovere uno sviluppo sostenibile.Attraverso la promozione di eventi, campagne di comunicazione e azioni concrete, la Giornata Mondiale dell'Ambiente coinvolge il pubblico ad adottare comportamenti responsabili nei confronti del nostro pianeta e a supportare politiche che promuovano la sostenibilità.Ogni anno il World Environment Day affronta una tematica differente, concentrandosi su un problema particolarmente rilevante in quel dato momento storico. Ad esempio, nel 2022 il tema era “Only One Earth” e ribadiva l’importanza di vivere in modo sostenibile, in armonia con la natura. Nel 2021, invece, era incentrato sul ripristino degli ecosistemi, col fine di prevenire, interrompere e invertire i danni inflitti agli organismi del pianetaIl tema di quest’anno è “Solutions to plastic pollution”, e ha l’intento di ovviare all’inquinamento da plastica, trovando materie prime sostenibili e alternative che non danneggino l’ambiente. Inoltre, nel 2023 ci si pone l’obiettivo di ridurre gli sprechi, riciclare e promuovere l’economia circolare, attraverso lo slogan #BeatPlasticPollution.Le celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Ambiente quest’anno si terranno in Costa d’Avorio, in collaborazione con i Paesi Bassi. Entrambe le nazioni, infatti, negli ultimi anni si sono distinte positivamente per le soluzioni sostenibili apportate e per l’impegno politico e sociale dimostrato in materia ambientale, soprattutto attraverso un uso limitato della plastica.Come dimostrato dagli hashtag e dagli slogan che accompagnano annualmente la ricorrenza del 5 giugno, anche in questo caso la comunicazione svolge un ruolo importantissimo, in quanto permette di divulgare un messaggio in maniera efficace e di coinvolgere attivamente il pubblico.Il 5 giugno non è l’unica ricorrenza dedicata all’ambiente. Il 22 aprile, infatti, si celebra la Giornata Mondiale della Terra, mentre l’8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani. In queste occasioni le aziende, le istituzioni e gli enti sono sempre più coinvolti nell’intraprendere azioni che rispettino l’ambiente e nell’influenzare positivamente i propri consumatori nell’adozione di buone pratiche e nel fare la differenza.In questo articolo, approfondiremo tre campagne di comunicazione che secondo noi de Le Fucine hanno sfruttato queste ricorrenze per affrontare con creatività, strategia e proattività il tema della sostenibilità ambientale, invitando i destinatari finali all’azione. The Next Line: Earth ParkNel XXI secolo, gli esseri umani hanno causato la propria distruzione e quella della Terra. I pochi sopravvissuti hanno colonizzato un altro pianeta, in una galassia lontana. Nel 3016, alcuni scienziati sono riusciti a ricreare un ecosistema terrestre e a clonare tre individui, per studiare il loro comportamento.È questa la trama di Earth Park, il distopico mockumentary (finto documentario) realizzato dall’agenzia di branded content video The Next Line e divulgato nei loro canali social il 22 aprile 2021, in occasione della Giornata Mondiale della Terra.Claudia Gerini, Camilla Filippi e Giorgio Marchesi sono i protagonisti di questa storia, del tutto indifferenti e irrispettosi nei confronti della natura. Nel video, infatti, i tre cloni sono intenti a distruggere e a incendiare un parco, mentre il Professor Dario Bressanini – che interpreta se stesso – segue le loro vicende dal suo laboratorio, commentando i loro atteggiamenti distruttivi.Earth Park, grazie all’ironia e al cinismo, è una forte denuncia nei confronti dei comportamenti che danneggiano gravemente il nostro pianeta, come lo spreco d’acqua e l’inquinamento. Ma soprattutto invita gli spettatori all’azione, in quanto chiede loro di partecipare all’iniziativa dei cittadini europei Stop Global Warming.  Sky Ocean Rescue: Pass On Plastic EmojiIl leader delle telecomunicazioni Sky è da anni impegnato nella salvaguardia degli oceani.Nel 2018, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, la compagnia britannica si è distinta per un’iniziativa molto particolare. Attraverso l’hashtag #PassOnPlasticEmoji, la campagna Sky Ocean Rescue ha presentato una petizione volta a rimuovere gli emoji del bicchiere di plastica e delle cannucce dalle tastiere di tutto il mondo.Non è la prima volta che i simboli di Unicode si rendono protagonisti per combattere battaglie sociali, politiche o ambientali. In passato, infatti, l’emoji della pistola è stato sostituito con un’arma giocattolo. Oppure, tra le bandiere disponibili, sono state aggiunte quella arcobaleno, stendardo dei diritti LGBTQ+, e quella a strisce rosa, azzurre e bianca, simbolo delle persone transgender.Gli emoji costituiscono un vero e proprio linguaggio e sono utilizzati dagli individui, e in particolare dalle nuove generazioni, per esprimersi e per lanciare un messaggio online.In quest’ottica, dunque, la rimozione della plastica tra i simboli disponibili nella tastiera Unicode, è un vero e proprio modo per generare consapevolezza, cambiare la mentalità delle persone e avvicinarle ad un approccio più sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente.Attualmente questi emoji risultano ancora disponibili, ma la vera sfida è stata accolta dalla campagna di Sky, che dal 2017 ha impedito che centinaia di tonnellate di plastica monouso finissero nei nostri oceani.  Wastebuster: Plastic Planet ChallengeWastebuster è un’organizzazione no-profit che dal 2006 incoraggia i bambini e i ragazzi a prendersi cura dell’ambiente. Attraverso dei programmi creati ad hoc per le scuole e per i genitori, crea consapevolezza riguardo all’importanza di condurre uno stile di vita ecosostenibile e di ridurre gli sprechi.Nel 2018, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Wastebuster UK ha lanciato sulla sua piattaforma The Pod una campagna di comunicazione finalizzata a sconfiggere l’inquinamento da plastica. La Plastic Planet Challenge prevedeva il coinvolgimento delle classi: gli insegnanti hanno istruito gli alunni riguardo ai danni provocati dall’inquinamento e i ragazzi hanno creato un poster che incoraggiava le persone a non gettare i rifiuti e a riciclare.Le scuole che hanno realizzato i progetti migliori hanno ricevuto ciascuna 50 bottiglie personalizzate con il proprio poster stampato sull’etichetta. Tali bottiglie sono state utilizzate come ricompensa per gli alunni o vendute per raccogliere fondi per altre iniziative finalizzate a combattere l’inquinamento da plastica.Questa campagna ci ricorda che il rispetto per l’ambiente deve essere insegnato alle nuove generazioni, la cui educazione e sensibilizzazione sono fondamentali per cambiare la mentalità delle persone e per invitare all’azione.  Anche noi de Le Fucine abbiamo collaborato con numerosi enti ed aziende, per comunicare il loro impegno sociale ed ambientale o per promuovere campagne dedicate alla sostenibilità o a linee di prodotti green.Nel 2014 abbiamo realizzato un video per lo Zero-impact cultural heritage Event Network (ZEN). Questo progetto ha previsto il coinvolgimento di dodici Paesi europei, di cui l’Italia era capofila, e mirava a sviluppare una metodologia condivisa per ridurre l'impatto di manifestazioni e iniziative sui centri storici e sul patrimonio culturale attraverso lo scambio di esperienze significative e lezioni apprese dai partner partecipanti. Seppure positivi per il turismo e l’economia, infatti, gli eventi comportano spesso conseguenze negative per l’ambiente, come l’inquinamento acustico o l’eccessivo spreco di acqua.Per un’agenzia come la nostra, che organizza eventi dal 2004, poter contribuire attivamente alla ricerca di soluzioni sostenibili ha rappresentato una grande opportunità. Nel 2015, sempre nell’ambito dei progetti finanziati dall’Unione Europea, abbiamo collaborato con l’Associazione FELCOS Umbria, curando la campagna di comunicazione dell’iniziativa Don’t Waste Our Future.Questo progetto prevedeva la partecipazione attiva dei giovani e degli enti locali contro lo spreco alimentare e a tutela del diritto al cibo.Per Don’t Waste Our Future abbiamo ideato il logo e l’immagine coordinata, progettato il portale istituzionale e realizzato i materiali di comunicazione per gli eventi.Questa esperienza ci ha permesso di confrontarci con realtà provenienti da diversi contesti europei e di studiare da vicino i modelli di sviluppo e di consumo sostenibili.  Se la tua attività desidera lanciare una campagna pubblicitaria dedicata alla salvaguardia del pianeta o se vuoi comunicare il grado di sostenibilità ambientale della tua azienda, noi de Le Fucine possiamo elaborare la strategia più adatta.Da quasi 20 anni la nostra agenzia realizza campagne di comunicazione per clienti pubblici e privati, su misura per ogni occasione. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621 ...
Google Ads è una piattaforma pubblicitaria per creare inserzioni e promuovere prodotti e servizi nei risultati di ricerca di Google, su YouTube e all’interno dei siti web.L'obiettivo principale di Google Ads è quello di aiutare le aziende a raggiungere in maniera efficace il loro pubblico di riferimento.Google Ads utilizza il modello Pay-Per-Click (PPC), che prevede che gli inserzionisti paghino soltanto quando un utente interagisce con l’annuncio tramite un clic. Tale sistema consente un maggiore controllo del budget e rende Google Ads una soluzione accessibile ai business di tutte le tipologie e dimensioni. Negli ultimi anni, Google Ads si è affermato come uno strumento potente per far crescere la propria attività, in quanto consente di aumentare la visibilità del brand, di generare traffico qualificato al sito web e di migliorare le vendite.Tra gli innumerevoli punti di forza vi è, innanzitutto, la possibilità di raggiungere un vasto pubblico, grazie alla diffusione di Google, che è il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Tale piattaforma consente alle aziende di competere in modo efficace nel mercato online, in quanto gli annunci possono essere posizionati in cima ai risultati di ricerca pertinenti, fornendo una visibilità immediata e maggiore rispetto alla concorrenza.Google Ads, inoltre, offre una varietà di opzioni di targeting che consentono alle aziende di mostrare gli annunci soltanto agli utenti che sono maggiormente interessati a quei prodotti o servizi. Tra i parametri che è possibile impostare vi sono le parole chiave, gli interessi, i comportamenti, la demografia e la posizione geografica.Inoltre, Google Ads permette di personalizzare il budget. Gli inserzionisti possono impostare un limite di spesa in base alle loro disponibilità e specifiche esigenze.La piattaforma, infine, offre strumenti di analisi e monitoraggio integrati, che forniscono informazioni dettagliate sulle prestazioni degli annunci, inclusi clic, impression e conversioni. Ciò consente agli inserzionisti di misurare il ritorno sull'investimento (ROI) delle campagne pubblicitarie e di apportare eventuali modifiche per migliorare i risultati. Google Ads mette a disposizione diverse tipologie di annunci, da scegliere in base al target e agli obiettivi di marketing.Vi sono, ad esempio, gli Annunci di Ricerca, ovvero dei brevi testi che vengono visualizzati nella parte superiore o inferiore dei risultati di ricerca di Google, che servono a generare traffico al sito e a promuovere prodotti, servizi e offerte.Esistono poi le Campagne Display, che sono caratterizzate da un’immagine, un banner o un video e vengono mostrate su siti web e app per migliorare la consapevolezza del marchio, raggiungere un pubblico più ampio e stimolare l'interesse per i prodotti o servizi dell'azienda.Gli Annunci Shopping, invece, mostrano le immagini, i prezzi e le altre specifiche dei prodotti direttamente nei risultati di ricerca di Google e sono finalizzati a generare vendite online.Su YouTube e altri siti web è possibile anche visualizzare gli Annunci Video, che appariranno prima, durante o dopo il filmato riprodotto dall’utente. Tali inserzioni sono finalizzate a migliorare la consapevolezza del brand, ad aumentare l'engagement e ad incrementare le visualizzazioni o le conversioni.Se l’obiettivo è quello di aumentare il numero di download o le interazioni con l’applicazione, è opportuno scegliere gli Annunci App, che possono essere visualizzati su Google Play, sulle app di terze parti o nella rete di ricerca di Google.Infine, quelli che compaiono agli utenti nelle ricerche locali o sulle mappe di Google sono gli Annunci Locali, e hanno l’obiettivo di generare traffico fisico nei negozi, promuovere offerte o evidenziare la presenza di un’azienda in una specifica area geografica. Implementare gli annunci Google nella propria strategia di comunicazione può essere, dunque, un’ottima opportunità per raggiungere risultati immediati, misurabili e concreti.Scopriamo insieme quali sono i passaggi fondamentali per far crescere il proprio business con la piattaforma Google Ads.Definire gli obiettivi delle tue Google AdsÈ essenziale stabilire chiaramente gli obiettivi da raggiungere. Ciò è funzionale per impostare la campagna in maniera efficace, scegliendo le tipologie di annunci più adatti e personalizzando i parametri, la durata e il budget.Individuare le parole chiaveEffettuare una ricerca delle parole chiave pertinenti al proprio settore di riferimento e al pubblico di destinazione permette di ottimizzare gli annunci e il budget. Per raggiungere risultati migliori, è opportuno scegliere le keyword con un buon volume di ricerca e bassa concorrenza.Creare annunci efficaciScegliere la tipologia di annuncio più adatta all’obiettivo è indispensabile, ma non è una condizione sufficiente per realizzare una campagna che produca risultati. È importante realizzare annunci accattivanti e pertinenti, utilizzando titoli d’impatto, descrizioni chiare e call-to-action efficaci. Inoltre, è utile testare diversi tipi di annunci e monitorare le prestazioni.Monitorare e ottimizzare le campagne di Google AdsLa fase di analisi e monitoraggio delle prestazioni è cruciale. Google offre diversi strumenti per misurare le metriche delle inserzioni, quali ad esempio il numero di conversioni e il tasso di clic. È opportuno studiare regolarmente i risultati per identificare gli aspetti da migliorare e per apportare le modifiche necessarie all’ottimizzazione. Come dimostrato in questo articolo, Google Ads è un potente strumento per far crescere un business online. Se desideri realizzare degli annunci per promuovere la tua attività, noi de Le Fucine possiamo elaborare campagne coerenti con gli obiettivi di marketing, il pubblico di destinazione e il mercato di riferimento. Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621...
Il 17 maggio ricorre la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT), istituita nel 2004 per commemorare la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di rimuovere l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali nel 1990. Da allora, questa data si è trasformata in un evento annuale finalizzato aumentare la consapevolezza, eliminare i pregiudizi, educare e promuovere l'accettazione delle persone LGBTQ+.Purtroppo, l’omofobia, la bifobia e la transfobia sono ancora diffuse in molti Paesi del mondo, rendendo l’esistenza di una ricorrenza dedicata a combatterle tristemente attuale e necessaria. Persino negli Stati che hanno riconosciuto importanti diritti alle persone LGBTQ+, vi sono tuttora molti ostacoli da superare e barriere da infrangere.In quest’ottica, la comunicazione e la pubblicità giocano un ruolo fondamentale, perché contribuiscono a influenzare le percezioni del pubblico, a sensibilizzare e a ridurre considerevolmente i pregiudizi.Fortunatamente, negli ultimi anni i media e l’opinione pubblica hanno riconosciuto l’importanza di farsi portatori di messaggi di inclusività e libertà d’espressione, facendo della bandiera arcobaleno un vero e proprio stendardo.I brand di tutto il mondo, in occasione della Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia la transfobia e per celebrare il Pride Month, realizzano ogni anno pubblicità e iniziative brillanti, capaci di sensibilizzare e far riflettere il pubblico. Scopriamo le 3 campagne di comunicazione a tema “Arcobaleno” che ci hanno colpito di più. Netflix: Rainbow is The New BlackNel 2018, la celebre piattaforma di streaming, ha realizzato una campagna di comunicazione con protagonisti i personaggi di Orange is The New Black e Sense8, le serie tv più famose del momento. Il titolo dell’iniziativa, infatti, era Rainbow is the New Black, chiaro richiamo allo show statunitense ambientato in un carcere femminile, ma al contempo riferimento all’arcobaleno, simbolo dell’inclusività LGBTQ+.La campagna, divulgata attraverso una serie di annunci pubblicitari coinvolgenti, è ricordata soprattutto per aver tappezzato con i colori dell’arcobaleno i tornelli, le panchine e le insegne di Porta Venezia, fermata della metropolitana milanese.Rainbow is the New Black ha avuto un successo enorme, soprattutto perché il suo slogan provocatorio “Piper e Alex non esistono” sfidava apertamente l’allora Ministro per la Famiglia e la Disabilità, che aveva dichiarato di non riconoscere come tali le famiglie arcobaleno.Oltre che essere apprezzata per l’originalità e per il messaggio, questa campagna di Netflix si è guadagnata l’immortalità, poiché ATM e il Sindaco di Milano Sala hanno deciso di mantenere le decorazioni arcobaleno nella stazione di Porta Venezia.  Equinox: LGBTQAlphabet La chiave per ridurre pregiudizi e discriminazioni è la conoscenza. Per questo motivo, nel 2017 il luxury brand di fitness Equinox ha realizzato un cortometraggio dal titolo LGBTQAlphabet: Six Letters Will Never Be Enough.Il video, rilasciato a giugno nel mese del Pride, aveva l’intento di espandere le molteplici sfaccettature della comunità LGBTQ+, mediante 26 protagonisti - uno per ogni lettera dell’alfabeto – che davano voce alla propria esperienza ed identità.Questa iniziativa faceva rientrava nella campagna Commit To Something, in cui Equinox affrontava alcune tematiche culturali e sociali, con l’intento di esplorare il concetto di identità personale e di incoraggiare gli individui a impegnarsi in qualcosa.  H&M: Beyond the RainbowNel 2021, il brand di abbigliamento H&M ha sfidato il pregiudizio con una campagna interattiva che andava oltre l’arcobaleno. Grazie alla web app Beyond the Rainbow, gli utenti potevano leggere delle testimonianze, aggiungere filtri Instagram a tema Pride e condividere la propria storia. Per accedere ai contenuti, bastava scansionare una bandiera arcobaleno e immergersi in questa esperienza colorata e inclusiva.La piattaforma ha dato l’opportunità alle persone di raccontarsi, sfatare i pregiudizi e celebrare il diritto di essere loro stesse.In occasione della campagna Beyond the Rainbow, H&M ha donato 100.000$ a Free&Equal, progetto delle Nazioni Unite a sostegno della parità dei diritti della comunità LGBTQ+.  ...
Il real time marketing è una strategia che mira a coinvolgere il pubblico attraverso la creazione in tempo reale di contenuti inerenti ad avvenimenti, eventi o trend del momento.Pur essendo impiegata anche in radio e televisione, questa tecnica di marketing ha assunto sempre più rilevanza negli ultimi anni, grazie al crescente ruolo dei media digitali, e in particolar modo dei canali social.Il real time marketing rappresenta per le aziende un’importante occasione di creare un legame stretto con il proprio target, generare nuove opportunità di business, migliorare la visibilità del brand e aumentare il grado di coinvolgimento.Un’impresa che comunica in tempo reale si dimostra informata, puntuale e competitiva agli occhi dei consumatori e risulta particolarmente attenta alle esigenze della sua audience in un momento preciso. Proprio per le caratteristiche di tempestività e puntualità, il real time marketing ha bisogno di alcuni accorgimenti. Infatti, utilizzare in maniera sistematica e programmata tutte le notizie di attualità per pubblicizzare il proprio brand può risultare poco efficace, se non addirittura controproducente.Uno dei rischi principali del real time marketing è quello scaturire reazioni negative da parte dei clienti, qualora la campagna venisse percepita come eccessiva o fuori luogo. Inoltre, un contenuto non accurato e irrilevante può finire col danneggiare la reputazione aziendale.Vediamo, dunque, alcuni suggerimenti da tenere a mente se si vuole impiegare questa strategia. Monitorare le notizieIl real time marketing si basa sull’aggiornamento e sul continuo studio dei trend e delle news in evidenza. Le aziende, dunque, devono essere sempre ben preparate, tenendo d’occhio costantemente i social media, i siti di informazione, i blog e le altre fonti di notizie. Essere coerenti con la propria identitàUn business deve necessariamente elaborare contenuti in linea con la sua attività, i suoi valori e la sua immagine aziendale, selezionando le tendenze e gli avvenimenti pertinenti e rilevanti per la propria audience. Rispondere rapidamente ai trend non significa perdere la coerenza e l’autenticità del proprio marchio. Individuare le piattaforme più adatteChi lavora in comunicazione sa bene che i canali non sono tutti uguali e che ognuno di essi ha i suoi punti di forza e determinate caratteristiche. Fare real time marketing significa veicolare con prontezza le notizie, scegliendo le piattaforme più adatte ad ospitarle, tenendo conto del pubblico a cui sono destinate e delle peculiarità del touchpoint scelto. Creare contenuti in tempo realeCome dice il termine “real time marketing” stesso, una volta individuati la notizia a cui si intende dare risalto e i canali attraverso cui veicolarla, è essenziale realizzare il contenuto in maniera tempestiva, prima che tale comunicazione risulti l’ennesima e, di conseguenza, superata. Essere creativiIn comunicazione, la creatività è un elemento imprescindibile. Per fare real time marketing, dunque, risulta essenziale trovare un espediente innovativo, che dia valore e risalto alla notizia, ma che allo stesso tempo sia pienamente in linea con il brand. Misurare i risultatiCome sempre, è essenziale monitorare l’andamento del contenuto e misurare i risultati della strategia di real time marketing adottata, attraverso l’analisi degli Insight delle pagine social, del traffico al sito web e degli altri indicatori capaci di valutarne l’impatto.Ogni giorno è possibile imbattersi in un post social o in una trasmissione televisiva che si avvalgono del real time marketing per comunicare, ma le campagne rimaste impresse negli anni sono soltanto quelle che hanno saputo distinguersi e risultare tempestive, coerenti ed efficaci.Vediamo alcuni esempi di successo. Oreo – You can still dunk in the dark: real time marketingDurante il Super Bowl del 2013, il brand Oreo, biscotto di proprietà dell’azienda Mondelēz International, è stato letteralmente un faro nel buio. Nel corso dell’evento sportivo statunitense per antonomasia, infatti, ci fu un improvviso blackout nello stadio di New Orleans.L’account Twitter di Oreo, approfittando del traffico di milioni di utenti nella piattaforma, intenti a commentare il match, pubblicò un tweet con l’immagine del biscotto e la didascalia “Puoi ancora inzuppare al buio”, accompagnato dall’emblematico copy: “Power out? No problem”.Il contenuto ottenne migliaia di retweet e di like in pochi minuti, proprio grazie all’attenzione mediatica e alla prontezza del brand.  Taffo – Italiani vi aspettiamo alle urneTra le aziende più famose per l’impiego del real time marketing, seppure in chiave decisamente cinica, è l’agenzia di pompe funebri Taffo.Tra i tantissimi esempi, alcuni decisamente divisivi e dal dubbio gusto, abbiamo scelto il contenuto dedicato alle elezioni europee del 2019.Nel clima febbrile della campagna politica, Taffo Funeral Services ha lanciato una comunicazione con lo slogan “Italiani vi aspettiamo alle urne”. Al posto dei seggi, tuttavia, le urne raffigurate sono quelle cinerarie, in linea con lo stile dissacrante del brand.  ASOS – Limited Edition: real time marketingCome si suol dire, sbagliando si impara, e a volte un errore può diventare un’ottima occasione per fare real time marketing.È il caso dell’azienda britannica ASOS, che nel 2018 aveva stampato oltre 17.000 buste brandizzate con un refuso (“onilne” al posto di “online”).Una leggerezza simile avrebbe potuto danneggiare il brand, tacciato di negligenza e poca serietà. Ma ASOS ha colto la palla al balzo e ha deciso di precedere tutte le critiche, autodenunciandosi con estrema ironia, realizzando un tweet che annunciava: “Ok, quindi potremmo aver stampato 17.000 buste con un errore di battitura. Lo chiameremo edizione limitata”.Che dire, un’ottima trovata!   Le Fucine – Twingo vs Ferrari: real time marketingUltima, ma non di certo per importanza, la nostra agenzia di comunicazione, che ha scelto di giocare con il tormentone di Shakira contro l’ex marito Piqué. Nel post, pubblicato su Instagram e Facebook, noi de Le Fucine paragonavamo gli strumenti di marketing considerati “Ferrari” (Adobe Premiere, WordPress e BeReal) con le rispettive Twingo (Windows Media Player, Wix e TikTok Now).Una dimostrazione ironica e creativa che anche le agenzie pubblicitarie possono fare real time marketing per loro stesse e non soltanto per i clienti.In questo articolo abbiamo elencato tutto quello che è opportuno sapere prima di approcciarsi al real time marketing.Se vuoi integrare questo approccio alla strategia di comunicazione del tuo business, noi de Le Fucine possiamo aiutarti a elaborare soluzioni in linea con le tue esigenze. Il nostro team di digital strategist e social media manager studierà con attenzione ogni trend ed elaborerà contenuti efficaci, creativi e coerenti con il tuo brand. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Le Fucine (@lefucine)  Contattaci per una consulenza:info@lefucine.it0755094621...